Contro la tortura dell’isolamento! Solidarietà ai militanti delle BR-PCC in 41-bis!

Venerdì 24 novembre
 
ore 09.00
 
Tribunale de L’Aquila
 
Presidio in solidarietà alla rivoluzionaria prigioniera Nadia Lioce sotto processo

 

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L’UNICA GIUSTIZIA E’ QUELLA PROLETARIA!

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IL 24/11/2017, A L’AQUILA, RIPRENDERA’ IL PROCESSO CONTRO LA COMPAGNA NADIA LIOCE, DETENUTA IN 41-BIS, ACCUSATA DI AVER INSULTATO UNO SBIRRO DELLA PENITENZIARIA E DI “DISTURBO DELLE OCCUPAZIONI E DEL RIPOSO DELLE PERSONE”A SEGUITO DI UNA BATTITURA DI PROTESTA CHE LA COMPAGNA AVREBBE EFFETTUATO CIRCA TRE ANNI FA DENTRO IL CARCERE DE L’AQUILA. 

LA COMPAGNA, MILITANTE DELLE BR-PCC, DAL 2005 E’ DETENUTA IN 41-BIS, MASSIMO LIVELLO DI COERCIZIONE CARCERARIA CHE PREVEDE ISOLAMENTO TOTALE E PESANTISSIME RESTRIZIONI.        

COSI’ COME LEI, ANCHE ALTRI DUE RIVOLUZIONARI DELLE BR-PCC SONO RISTRETTI  DAL 2005 IN 41-BIS.

L’ACCANIMENTO DELLO STATO CONTRO QUESTI TRE COMPAGNI E CONTRO TUTTI GLI ALTRI RIVOLUZIONARI PRIGIONIERI DETENUTI IN ITALIA IN REGIME DI ALTA SICUREZZA (AS-2), ALCUNI DEI QUALI IMPRIGIONATI DA PIU’ DI 30 ANNI, E’ MOTIVATO DAL FATTO CHE LA LORO LOTTA RAPPRESENTA IL PUNTO PIU’ ALTO DI CONFLITTO CONTRO LO STATO IL QUALE, DI CONSEGUENZA, APPLICA I DISPOSITIVI REPRESSIVI CARCERARI PIU’ ELEVATI, SIA PER SPINGERE I COMPAGNI A RINNEGARE I LORO PERCORSI RIVOLUZIONARI E INDURLI A RICOLLOCARSI NEGLI EQUILIBRI DEL SISTEMA DOMINANTE, SIA COME MONITO, ALL’ESTERNO, PER CHI LOTTA AL DI FUORI DELLE REGOLE IMPOSTE DALLO STATO.    

LA SOLIDARIETA’ CHE DOBBIAMO SVILUPPARE NEI CONFRONTI DEI RIVOLUZIONARI PRIGIONIERI DEVE ESSERE FINALIZZATA A SOTTOLINEARE L’IMPORTANZA DELLA LOTTA RIVOLUZIONARIA CHE I COMPAGNI HANNO CONDOTTO E CHE NON HANNO MAI SVENDUTO E DELLA RESISTENZA CHE TUTTORA ATTUANO, PERCHE’ QUESTO RAFFORZA TUTTI I COMPAGNI CHE OGGI FUORI LOTTANO CON UNA PROSPETTIVA RIVOLUZIONARIA PER ABBATTERE QUESTO SISTEMA CHE CONTINUA A PRODURRE SEMPRE PIU’ SFRUTTAMENTO E PRECARIETA’ PER I PROLETARI.

SOSTENIAMO LA COMPAGNA NADIA LIOCE CON SPIRITO DI LOTTA E DI RESISTENZA, PERCHE’ LA SOLIDARIETA’ E’ LOTTA E RAFFORZA ANCHE I RIVOLUZIONARI PRIGIONIERI.         

SOLIDARIETA’ A TUTTI COLORO CHE NEL MONDO VENGONO REPRESSI PERCHE’ PROTESTANO, LOTTANO E SI ORGANIZZANO CONTRO LA CLASSE DOMINANTE!
ABBATTERE IL CAPITALISMO!

                          Collettivo  Contro la Repressione per il Soccorso Rosso Internazionale                                           ccrsri.wordpress.com

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RISPETTARE L’IDENTITA’ DELLE/I PRIGIONIERI/E RIVOLUZIONARI/E

In occasione della mobilitazione a sostegno di Nadia Lioce, nella sua resistenza contro il 41bis (e degli altri due militanti BR-PCC sottoposti a questo regime detentivo), si sono levate alcune voci in forte contraddizione con la loro identità, con il senso della loro coerenza.

Da un lato rifanno capolino gli arresi e artefici della capitolazione che promossero la “soluzione politica”. Questa proposta, come già si capisce dall’ipocrisia dei termini, ha significato prendere impegno con lo Stato a che non si ripresenti piu’ lotta armata, organizzazione politico-militare, insomma tentativi rivoluzionari. A queste condizioni, molti ex militanti ottennero notevoli benefici di legge. La “soluzione politica” è sempre stata combattuta da chi ha continuato a porsi in una prospettiva di lotta rivoluzionaria, che seppur in considerazione di tempi e contesti differenti, sarà sempre lo sbocco giusto e necessario alla lotta di classe.

Da un altro lato, vengono prese iniziative inappropriate, incoerenti, da parte di gruppi di movimento o di organizzazioni comuniste legali, come la petizione contro il 41bis da rivolgere alle massime autorità statali, fra cui l’emerito presidente della repubblica: il capo dello Stato! Questa iniziativa è uno sgorbio, un’assurdità! Sopratutto se si considera che Nadia Lioce e i suoi compagni non ne vogliono minimamente sapere e che trovano oltraggiosa una tale iniziativa, che l’hanno fatto sapere e che comunque è assolutamente in contrasto con la loro storia, con la loro fermezza, con la loro continuità militante che stanno pagando a caro prezzo.

Purtroppo certi gruppi giustificano ogni cosa con il tatticismo. Mentre un modo rispettoso di praticare il sostegno alle/i militanti imprigionate/i consiste nel difenderli in quanto soggetti vivi nello scontro di classe, proprio nelle loro motivazioni essenziali. E pur non entrando nel merito delle questioni di linea e di organizzazione, ne va difesa la base essenziale e comune a tutte le forze comuniste autentiche: una prassi coerente con la tendenza alla guerra di classe.

Proletari Torinesi per il Soccorso Rosso Internazionale

Ottobre 2017

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