Saluto ai rivoluzionari prigionieri dalla Conferenza Intermedia del SRI -2015-

Prigionieri politici, vi inviamo saluti militanti e solidali!

Di anno in anno la giustizia di classe va manifestandosi con varie sfaccettature al fine d’impedire l’azione emergente di quelli che resistono, ai quali si presentano nuove possibilità data la crisi sistemica del capitalismo, possibilità però che la repressione vuole evitare che si manifestino.

La repressione si presenta in modo diverso:

  • sottoponendo a carcerazione di lunga data militanti come Marco Camenisch o Georges Ibrahim Abdallah che anche dopo decenni di detenzione non vengono liberati, perché la loro identità politica rimane integra e così sono tenuti in ostaggio dallo Stato
  • intensificando la criminalizzazione delle lotte di piazza
  • creando in Grecia carceri con regime d’isolamento per i prigionieri politici e quelli che si ribellano.

Tuttavia, la repressione non può considerarsi staccata dai rapporti in cui viviamo: precarizzazione, disoccupazione e guerra, quindi fame, miseria e morte sono la realtà capitalistica cui nel mondo si contrappone la resistenza che non si arresta neppure davanti alle mura delle prigioni. In Grecia, ad esempio, prigionieri comunisti, anarchici e che si ribellano hanno attuato uno sciopero della fame battendosi contro l’introduzione di carceri con regime d’isolamento. Lotta che pure li ha visti assolutamente vittoriosi! Anche se al momento non si può fare un bilancio, la lotta rappresenta un’esperienza nello sviluppo del processo rivoluzionario.

La costruzione e l’affermazione della solidarietà internazionale, che individuiamo nel progetto di costruzione di un Soccorso Rosso Internazionale, è parte integrante dell’azione di chi resiste, tesa a far fronte alla repressione. Da oltre 15 anni il processo di costruzione di un Soccorso Rosso Internazionale si basa sull’idea che la solidarietà verso i rivoluzionari prigionieri deve essere un ambito in cui si dovrebbero togliere di mezzo differenze d’opinione per quanto possibile. Non si tratta di negare le differenze politiche, bensì di capire che ci sono ambiti dove dovrebbero esserci più o meno. Così, come il movimento rivoluzionario necessita di dibattere politicamente, ideologicamente e strategicamente, altrettanto ha bisogno di unità sulle questioni fondamentali, quali costruire resistenza contro la repressione e sviluppare solidarietà verso i prigionieri.

La barbarie del capitale e le sue guerre di dominio nelle periferie del sistema e la miseria da esse generata possono solo portare a maggiore mobilitazione e propensione alla lotta delle masse popolari e soprattutto produrre proteste e rivolte a livello planetario”.

Georges Ibrahim Abdallah

Proprio in una fase in cui la barbarie del capitale si riflette concretamente in guerra, regimi e movimenti reazionari (come ad esempio in Ucraina o in Siria/Irak), sono più importanti e necessarie che mai la difesa dei progetti rivoluzionari, per i quali i prigionieri sono stati incarcerati e le prospettive che essi rappresentano.
In questo senso concludiamo con questa citazione e vi inviamo i nostri saluti militanti.

Belgio, Svizzera, Germania, Italia

Conferenza Intermedia 2015 del Soccorso Rosso Internazionale

Venceremos

 

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