Con i Prigionieri Politici Palestinesi – Fino alla vittoria!

Coi prigionieri politici palestinesi
Fino alla vittoria!

Nelle carceri israeliane, da febbraio, centinaia di prigionieri politici palestinesi sono stati attaccati e feriti dalle guardie carcerarie, in segno di rappresaglia seguita a una rivolta scoppiata durante un trasferimento da una sezione all’altra. Uno dei principali attacchi è avvenuto il 31 marzo con l’impiego di proiettili, granate assordanti e gas lacrimogeni. Circa 90 prigionieri sono stati ammanettati e legati alle loro brande la notte intera.
In risposta a queste irruzioni, oltre 400 prigionieri in varie carceri sono entrati in sciopero della fame a partire dall’8 aprile, rivendicando quanto segue:
– fine dell’isolamento;
– fine delle irruzioni nelle celle;
– miglioramento dell’assistenza medica;
– installazione di telefoni pubblici.
In solidarietà con questa lotta il compagno Georges Abdallah, detenuto in Francia nel carcere di Lannemezan, è entrato in sciopero della fame coinvolgendo oltre 20 prigionieri politici, fra cui una dozzina di baschi.
A sostegno di questa lotta si sono sviluppate mobilitazioni con cortei, presidi, meeting in molti Paesi europei e in Medio Oriente, dimostrando che la solidarietà è internazionale e sempre più forte e non lascia soli i prigionieri politici palestinesi.
Dopo 8 giorni di sciopero della fame, i prigionieri hanno sospeso lo sciopero essendo riusciti a raggiungere alcuni dei loro obiettivi e la revoca di misure repressive imposte loro dall’anno scorso.
I prigionieri politici palestinesi vantano una lunga tradizione di lotta, già in passato si sono battuti strenuamente contro le pesanti condizioni detentive imposte nelle carceri israeliane. Una delle lotte più incisive si è sviluppata nel 2017 e ha visto la partecipazione di oltre 1.500 prigionieri. Anche in quell’occasione Georges Abdallah si è unito alla lotta coinvolgendo numerosi prigionieri politici marocchini, baschi, tunisini fra gli altri.
La lotta dei prigionieri politici palestinesi è parte dell’irriducibile resistenza del popolo palestinese contro il sionismo e l’imperialismo.
Ma le politiche repressive contro chi resiste e combatte l’imperialismo sono praticate dagli Stati imperialisti nel mondo intero. Infatti, sono centinaia i rivoluzionari prigionieri detenuti nelle carceri in Italia, Turchia, Grecia, Europa e India, solo per citare alcuni significativi esempi.
La loro resistenza alle dure condizioni carcerarie va sostenuta in quanto rientra nella lotta più generale del proletariato e dei popoli oppressi contro il capitalismo nella sua fase imperialista.

Costruire e sviluppare la solidarietà di classe internazionale!
Chi dimentica i prigionieri della guerra di classe, dimentica la guerra di classe stessa!
Abbattere il capitalismo!

 

Collettivo contro la repressione per un Soccorso Rosso Internazionale (CCRSRI)

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