Dichiarazione di Georges Abdallah in occasione della Giornata Internazionale del Prigioniero Palestinese

Giornata del 17 aprile 2019

Cari compagni/e, cari amici/amiche,
Le condizioni di detenzione dei/delle resistenti palestinesi non cessano di peggiorare nelle carceri sioniste in questi ultimi tempi.
Dall’inizio anno, Gilda Erdan, ministro israeliano della Sicurezza cerca di imporre “una nuova realtà” ai nostri compagni prigionieri, con l’obiettivo di far arretrare o semplicemente annullare i diritti da loro acquisiti con intense lotte negli anni precedenti. Perquisizioni e altre ispezioni generali stanno intensificandosi nei diversi centri detentivi israeliani. Unità speciali repressive pesantemente armate si abbandonano ai peggiori eccessi durante questi vari interventi. Oltre 120 prigionieri feriti a Ketziot durante la repressione delle proteste da febbraio, così come a Offer, nella prigione di Negev e altrove in altre strutture penitenziarie …
Tutto è buono per intimidire e crescere le difficoltà dei nostri compagni, non essendo in grado di stroncarli: confisca degli effetti personali, isolamento, cancellazione del diritto di visita, trasferimento. E molti compagni sono picchiati a ogni intervento compiuto da queste unità repressive. Non parliamo del “Bosta” (ndr: veicolo israeliano con il quale vengono trasferiti i detenuti palestinesi) e di ogni sofferenza specialmente durante i trasferimenti delle nostre compagne.
Per questa situazione, i nostri compagni hanno annunciato il lancio di uno sciopero della fame collettivo nelle carceri israeliane. Dirigenti chiave del movimento dei prigionieri e del movimento di liberazione nazionale nel loro insieme hanno aderito allo sciopero e centinaia di loro hanno previsto di unirsi allo sciopero nei prossimi giorni. Si prevedeva che lo sciopero si sarebbe intensificato proprio oggi il 17 aprile in Palestina e a livello internazionale, Giornata dei/delle prigionieri/e palestinesi. Solo le autorità sioniste hanno ritenuto utile indietreggiare per ora davanti alle potenzialità del movimento, soprattutto rispetto al recente sviluppo della situazione nel mondo arabo, cioè i movimenti promettenti in Algeria e Sudan. Come vedete Compagni, i rivoluzionari, spesso in circostanze particolarmente difficili, cercano con ogni mezzo di dare scacco alle politiche di distruzione a cui sono sottoposti nelle prigioni nemiche. Tuttavia, il risultato di questo confronto, il risultato di questa dura battaglia, dipende sempre dalla mobilitazione solidale delle masse popolari e del fermo impegno delle avanguardie nel campo della lotta in corso.
Nel 1974, la “Conferenza Nazionale Palestinese” ha dichiarato il 17 aprile “Giornata dei Prigionieri Palestinesi”. Questo non era inteso solo a denunciare in quell’occasione la barbarie dell’occupante sionista, non solo a onorare i resistenti prigionieri ricordando alle masse i loro sacrifici e la loro incrollabile volontà di resistere soldatesca sionista. La celebrazione di questa “Giornata dei prigionieri palestinesi” è intesa soprattutto ad affermare forte e chiaro la determinazione a strappare i nostri compagni dalle grinfie dei loro carcerieri criminali. In realtà ripetutamente le avanguardie della lotta rivoluzionaria palestinese hanno assunto questo compito con molto coraggio e abnegazione obbligando il nemico a liberare migliaia di compagni prigionieri senza avere contropartita.
Oggi, Compagni, eccoci qui nuovamente riuniti, anche in Paesi diversi, per celebrare la “Giornata dei prigionieri palestinesi” e soprattutto esprimere la nostra indistruttibile solidarietà verso i/le resistenti nelle prigioni sioniste e la nostra totale fiducia nella determinazione delle avanguardie rivoluzionarie palestinesi e la loro ferma determinazione a fare quanto necessario per strappare i nostri compagni resistenti dalle grinfie dei carcerieri sionisti.
Che mille iniziative di solidarietà fioriscano a favore dei nostri Fiori e Leoncini detenuti nelle prigioni sioniste!
Che mille iniziative di solidarietà fioriscano a favore dei protagonisti delle iniziative per il diritto al ritorno!
Solidarietà, ogni solidarietà ai resistenti nelle prigioni sioniste e nelle celle d’isolamento in Marocco, Turchia, nelle Filippine e altrove nel mondo!
Solidarietà, ogni solidarietà con i compagni rivoluzionari che resistono nelle carceri in Grecia!
Che mille iniziative di solidarietà fioriscano a favore delle masse algerine, sudanesi e yemenite!
Solidarietà, ogni solidarietà per i giovani proletari dei quartieri popolari!
Il capitalismo è solo barbarie, onore a tutti/e coloro che si oppongono nella diversità delle loro espressioni!
Insieme compagni, e solo insieme vinceremo!
A tutti voi, compagni e amici, i miei più calorosi saluti rivoluzionari.

Il vostro compagno Georges Abdallah.

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