Contro la guerra imperialista e la repressione

La guerra imperialista in Ucraina rappresenta un’accelerazione della tendenza alla guerra interimperialista globale tra USA-UE- NATO e Russia e Cina, per la ridefinizione dell’ordine mondiale. In questo scontro l’Italia ha assunto un ruolo di primo piano, in ambito UE-NATO, a fianco degli USA: fornitura di armi e sostegno economico in Ucraina e invio di militari nei paesi NATO confinanti con l’Ucraina e la Russia, notevole aumento delle spese militari fino al 2% del PIL. Il tutto accompagnato da una propaganda bellicista a favore della linea di interventismo militare e anche a sostegno del fantoccio Zelensky.

Questa propaganda bellicista è parte del fronte interno della guerra, così come l’aumento della repressione contro i proletari che lottano, i movimenti e le avanguardie.

Uno degli esempi più recenti è l’operazione repressiva (11 arresti, di cui tre in carcere) condotta a Torino contro gli studenti che hanno manifestato il 22/2/2022 per la morte di uno studente impegnato nel progetto “alternanza scuola-lavoro”.

A fronte di tutto ciò, è più che mai necessario sviluppare una mobilitazione in primo luogo contro l’imperialismo italiano, la NATO e la UE, contro l’ “economia di guerra” già annunciata dal governo del banchiere Draghi/PD, che significa soprattutto tagli allo stato sociale (sanità, scuola, casa, trasporti, ecc) e carovita (aumento delle bollette e dei prezzi) e contro la repressione.

In una situazione in cui la repressione dello Stato agisce a più livelli, in ambito carcerario vengono colpiti i rivoluzionari prigionieri che resistono e continuano a difendere i propri percorsi rivoluzionari.

In tal senso, il 5/5/2022 è stato imposto il regime di 41bis al compagno anarchico Alfredo Cospito, da circa dieci anni in carcere per aver gambizzato l’amministratore delegato dell’Ansaldo Nucleare di Genova e successivamente anche condannato in appello a vent’anni nel processo nell’ambito dell’operazione “Scripta Manent”.

E sappiamo bene che cosa significa 41bis: un isolamento completo, ovvero una forma di tortura finalizzata, nel caso dei rivoluzionari prigionieri, ad ottenere l’abiura e l’accettazione delle compatibilità borghesi.

Ma il 41 bis non è una novità per i rivoluzionari prigionieri. Infatti 3 compagni, militanti delle BR-PCC, dal 2005 ininterrottamente sono sottoposti al 41bis. Questi compagni/e nonostante queste durissime condizioni detentive continuano a resistere e a mantenere la propria identità politica.

Contro questo regime di isolamento, negli anni passati si è sviluppata una grande mobilitazione nazionale, con manifestazioni, presidi, assemblee e altre iniziative. Il 24/11/2017, in particolare, si è tenuto un presidio presso il tribunale e il carcere di l’Aquila, in occasione del processo a carico della compagna Nadia Lioce, per la lotta che stava conducendo contro il regime di 41bis, a cui è sottoposta.

A seguito del presidio di L’Aquila, il 18/5/2022 verranno processati 27 compagni/e, a dimostrazione di come lo Stato procede contro chi si mobilita contro il 41 bis e in sostegno dei rivoluzionari prigionieri.

Rispetto a questo processo, così come rispetto alla repressione più in generale, bisogna fare fronte comune per sviluppare una mobilitazione, come parte integrante della lotta più generale contro il capitalismo e l’imperialismo.

Maggio 2022

Collettivo contro la repressione per un Soccorso Rosso Internazionale

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