Dichiarazione di Georges Abdallah in occasione della “Giornata della Terra”

Pubblichiamo una dichiarazione del compagno prigioniero Georges Abdallah in occasione della “Giornata della Terra” e del 2 Aprile – Giornata Internazionale a lui dedicata, lanciata dalla “Campagna Unitaria per la liberazione di Georges Abdallah” -.

Fonte: liberonsgeorges.samizdat.net

“Cari/e compagni/e, cari/e amici/amiche,

In questo tempo di crisi multiforme, impoverimento e grandi lotte, guerre e devastazioni, la vostra mobilitazione solidale qui e altrove, dà molta forza e riscalda anche il cuore…

Nella misura in cui questa mobilitazione fa parte della dinamica complessiva della lotta in corso, come sempre permette ai tuoi compagni incarcerati di resistere e in qualche modo superare le loro condizioni di prigionieri, nonostante i lunghi anni di prigionia e quindi partecipare all’azione centrale del rivoluzionario realmente esistente.

Come sapete, Compagni, il popolo palestinese commemora ogni anno la “Giornata della Terra”; è una giornata nazionale d’eccellenza in cui il popolo palestinese afferma la sua unità nonostante la dispersione in vari campi e agglomerati in Palestina e nei Paesi vicini e afferma soprattutto l’unità della terra palestinese. Dichiara l’attaccamento indistruttibile ai postulati storici, ovvero: il rifiuto categorico dell’entità sionista in terra palestinese, e il “Diritto al Ritorno” che implica quindi la liberazione della Palestina, tutta la Palestina.

La commemorazione della “Giornata della Terra” non è quindi solo o principalmente in ricordo di uno sciopero generale del 1976 contro la confisca delle terre. Certo, quello sciopero ha suscitato all’epoca una significativa mobilitazione di solidarietà, sia in Cisgiordania che a Gaza e nei vari campi palestinesi in Paesi vicini. Resta il fatto che l’acquisizione della terra di Palestina con ogni mezzo non è iniziata il 19 gennaio 1976 con la decisione del governo israeliano di confiscare 25 km2 in Galilea. L’espropriazione del popolo palestinese di tutte le sue proprietà in vista della sua distruzione e soprattutto il sequestro di gran parte della sua terra, è consustanziale all’esistenza stessa dell’entità sionista. Non si è mai fermata e si fermerà solo con la dissoluzione/distruzione di questa entità che, in realtà, è solo un’estensione organica dell’imperialismo occidentale.

Celebrando la “Giornata della Terra”, il popolo palestinese oggi commemora sia l’inizio dell’assedio e del massacro di Jenin del 2002, sia l’eroica resistenza che si è sviluppata durante quell’assedio criminale.

Celebrando oggi la “Giornata della Terra”, il popolo palestinese afferma con il sangue dei suoi martiri a Jenin, Hdayrat, Yaaboud e Betlemme che la Palestina, terra e popolo, è unita più che mai. Polverizza con il sangue dei suoi martiri non solo il “patto del secolo” ma anche e soprattutto gli accordi di Oslo e ribadisce a tutte quelle delegazioni riunite a “Sharm el-Sheikh” il rifiuto e la condanna del popolo palestinese verso tutti quei passaggi miranti alla “normalizzazione” delle relazioni tra i Paesi arabi e l’entità sionista. Afferma così l’incrollabile volontà delle masse popolari palestinesi di mandare nei bidoni della Storia la normalizzazione tra l’entità sionista e tutti questi lacchè, emiri e scriccioli…

Celebrando oggi la “Giornata della Terra” alla vigilia di questo mese di Ramadan, le masse popolari palestinesi si preparano a una mobilitazione commisurata alle sfide attuali; quindi da “Sheikh Jarrah” a Gaza e in tutte le città e località della Cisgiordania e dei territori del ’48; i palestinesi e le palestinesi di ogni età, sanno meglio di chiunque altro che niente e nessuno potrà sradicare questa Intifada popolare così radicata nella coscienza collettiva e quindi necessaria per porre fine all’occupazione. L’Intifada è più che mai l’incarnazione di ogni dignità e ogni speranza…

Naturalmente, questa Intifada popolare di tipo particolare non si è mai veramente estinta… Oggi è chiamata a strutturarsi meglio e a prendere slancio, per spostare le linee e non permettere alla direzione di Oslo di ritornare come non fosse successo niente. È chiaro, Compagni, che ultimamente non è passato giorno senza nuovi martiri, giovani o meno giovani…

Come non vedere questa resistenza popolare a “Beita”, località a sud di Nablus, oppure a Jenin e suoi dintorni a nord, a Hebron, per non parlare di tutto ciò che sta accadendo ad Al-Quds e nei territori del ’48, nonché delle incursioni da un momento all’altro a Gaza…

Naturalmente, questa situazione non è isolata da tutto ciò che sta avvenendo nel mondo arabo. Si inserisce in un certo senso, nell’estensione e nello sviluppo, ma anche nell’impasse (stallo, n.d.t.) di tutte queste proteste e altre rivolte (Hirak) che hanno plasmato il mondo arabo da una decina d’anni. È anche e soprattutto parte di un contesto internazionale in cui le contraddizioni inter-imperialistiche sono sempre più esacerbate sullo sfondo della crisi globale del sistema capitalista globalizzato. È chiaro che questa crisi continua ad approfondirsi e diffondersi in tutto il mondo. In un’epoca in cui la “peste bruna” si manifesta rumorosamente e apertamente, si organizza quasi ovunque in Europa, riuscendo pure a imporsi come principale forza politica in alcuni Paesi, la fascistizzazione si rivela al centro di tutta la dinamica globale della gestione del capitale, soprattutto al centro del sistema… Dobbiamo anche notare, compagni, che le contraddizioni inter-imperialistiche cominciano a strutturare sempre più le relazioni internazionali, ponendosi al centro della scena mondiale. Nessuno dovrebbe ignorare che la tendenza alla guerra è in qualche modo implicata nel codice genetico del capitale.

La perdita dell’egemonia dell’imperialismo USA a livello mondiale lo spinge nella sua corsa precipitosa verso una maggiore aggressività nei confronti degli altri poli imperialisti e soprattutto verso una maggiore ostilità criminale nei confronti degli Stati indipendenti, contestatori in qualche modo.

Compagni, dopo trent’anni di espansione a EST, di guerra in Medio Oriente, in Afghanistan, in Africa e golpe mascherati da “rivoluzioni arancioni” in tutto il mondo, l’imperialismo USA e con esso l’Europa stanno affrontando una nuova situazione in cui la “scivolata” non è molto improbabile… con una guerra nel cuore dell’Europa! E in primo luogo le sanzioni economiche per gestire lo scontro con quel polo imperialista in via di strutturazione, senza doverlo contrastare militarmente in maniera diretta!

Naturalmente, i “funzionari del capitale” non sono in alcun modo dispiaciuti della presenza dei partiti neonazisti e delle loro milizie (reggimento Azov) che dal 2014 alimentano l’aggressione militare nel Donbass e altrove; scoprono solo odio in tutte le strutture di solidarietà con la lotta del popolo palestinese e quindi tutti ubriachi di vergogna criminalizzano il “BDS” il più rapidamente possibile e decretano lo scioglimento del “Palestine Vaincra” e del “Comitato d’azione palestinese”…

Ovviamente la solidarietà, tutta la solidarietà ai collettivi sciolti e al “BDS”. Compagni e Amici, da dietro le abominevoli mura, Ahmad Sa’adat e le migliaia di compagni imprigionati nelle carceri sioniste, vi inviano i loro saluti rivoluzionari e attirano la vostra attenzione sui gruppi fascisti e suprematisti che imperversano a Ramleh, Lydda, Haifa e Oum Al Fahm apertamente sostenuti dalla polizia israeliana…

Detto questo, compagni, le masse popolari palestinesi possono contare e devono poter contare sulla vostra mobilitazione di fronte a tutta la famigerata propaganda della borghesia imperialista nel vostro Paese in particolare…

Le condizioni di detenzione nelle carceri sioniste peggiorano di giorno in giorno e come vi è noto, Compagni, per affrontarla, la solidarietà internazionale si rivela un’arma indispensabile…

Naturalmente, le masse popolari palestinesi e le loro avanguardie combattenti imprigionate possono contare più che mai sulla vostra attiva solidarietà.

Che fioriscano mille iniziative di solidarietà a favore della Palestina e della sua promettente resistenza!

Che fioriscano mille iniziative di solidarietà a favore delle ragazze e dei ragazzi Palestinesi!

Solidarietà, ogni solidarietà ai 2 compagni Sibel Balac e Gokhan Yildirim in sciopero della fame a rotta di collo!

Solidarietà, ogni solidarietà con i combattenti che resistono nelle carceri sioniste e nelle celle d’isolamento in Marocco, Turchia, Grecia, Filippine e nel resto del mondo!

Solidarietà, ogni solidarietà con i proletari in lotta!

Solidarietà, ogni solidarietà con le masse popolari yemenite!

Onore ai Martiri e alle masse popolari in lotta!

Abbasso l’imperialismo, i suoi cani da guardia sionisti e altri reazionari arabi!

Il capitalismo non solo barbarie, onore a chi vi si oppone nella diversità delle loro espressioni!

Insieme, compagni, e solo insieme vinceremo!

A tutti voi, compagni e amici, i miei più cordiali saluti.

Il vostro compagno Georges Abdallah

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