Manifestazione presso il carcere di Lannemezan per sostenere la liberazione di Georges Abdallah

Sabato 23 ottobre 2021, più di mille persone hanno manifestato fino ai cancelli del carcere di Lannemezan (F) per chiedere l’immediato rilascio di Georges Abdallah, comunista libanese imprigionato da 37 anni. Molti comitati di sostegno hanno permesso a questa mobilitazione di raggiungere un’affluenza storica. Il Soccorso Rosso Internazionale era presente con i membri delle sue sezioni di Tolosa, Ginevra e Bruxelles.

Dichiarazione di Georges Abdallah

Cari/e Compagni/e, cari/e amici/amiche,

Dopo un mese d’intensa mobilitazione di solidarietà in Francia, così come altrove in altri Paesi, eccovi riuniti oggi di fronte a questi muri e a questo filo spinato. Come un anno fa, o addirittura un decennio per alcuni di voi, la vostra sola presenza qui suscita ancora molta emozione e altrettanto entusiasmo. Vedete, Compagni e amici/amiche, l’atmosfera in questi luoghi sinistri, tutta questo ambiente carcerario, cambia quando l’eco della vita attiva giunge a colpire la piattezza senza nome di una mortale quotidianità carceraria… Così, i compagni di prigionia sociali scoprono come per magia, anche se solo per un piccolo momento, la bellezza e il potere delle relazioni umane sostanzialmente disinteressate e della solidarietà nonostante tanti anni dietro le sbarre… Seguendo nella miseria culturale ed emotiva senza rapporti reali con la società da lunghi anni per alcuni, questo risveglio d’entusiasmo e d’umanità non passa inosservato; lo si legge negli occhi e lo si vede in questi commenti spontanei, spesso sinceri, ma purtroppo senza futuro…

Compagni e Amici/Amiche, l’eco dei vostri slogan, dei vostri canti e tutto il resto, va oltre questi fili spinati e altre torri di avvistamento, risuona nelle nostre teste e ci trasporta lontano da questi luoghi sinistri.

Cari/e Compagni/e, cari Amici/Amiche, all’alba di questo 38° anno di prigionia, sapervi qui presenti nella diversità del vostro impegno, a pochi metri dalla mia cella, mi riempie di forza e porta una cocente negazione a tutti coloro che hanno scommesso sull’affanno della vostra solidarietà. Soprattutto mi conforta nella convinzione che il cambiamento dei rapporti di forza a favore dei protagonisti rivoluzionari imprigionati è sempre funzione della mobilitazione solidale assunta nel campo della lotta anticapitalista/antimperialista; quindi possiamo dire senza la minima esitazione: il sostegno più significativo che si può dare ai nostri compagni prigionieri si registra di primo acchito nel vero impegno nella lotta in corso. Certo, siete consapevoli che è sempre al livello delle istanze politiche che si decide il luogo e il peso del rito giudiziario, quando si tratta di rivoluzionari imprigionati. Per questo, del resto, è solo assumendo solidarietà su questo terreno di lotta di classe e in tutte le sue dimensioni che la detenzione dei nostri compagni in carcere comincia a pesare più delle possibili minacce inerenti alla loro liberazione. Sono pure questo impegno e questa mobilitazione militante e solidale a fare che nonostante tanti anni di prigionia, siamo ancora insieme, Compagni, fermamente ritti con incrollabile determinazione di fronte a ogni prova, questo 38° anno che già si preannuncia ricco anche di lotte e speranze.

Compagni, in questi tempi di pandemia, di crisi multidimensionale che scuote i pilastri del sistema capitalista mondiale, le contraddizioni inter-imperialiste non cessano di aggravarsi sempre di più. La borghesia imperialista ha recentemente sventolato ovunque la bandiera del nazionalismo. Classico riflesso dei capitalisti in tempo di crisi per meglio legare saldamente le masse popolari alla “loro” borghesia e al “loro” Stato. Come se il problema da risolvere per i lavoratori e gli altri precari fosse quello della “grandezza della nazione”, e non quella di porre fine al capitalismo e alla sua barbarie. Eppure, la crisi del capitalismo moribondo nella sua fase d’avanzata putrefazione è già qui davanti a noi a livello planetario… crisi sanitaria, crisi ecologica, crisi economica e sociale si combinano e si amplificano sempre di più. Non esiste via d’uscita dalla crisi nell’ambito del capitalismo. Il capitalismo globalizzato è il capitalismo esistente realmente oggi. L’agonia del suo mondo finirà solo con il superamento del capitalismo, non attraverso compromessi storici e altri illusori tentativi di salvaguardare le conquiste di un cosiddetto capitalismo democratico dal volto umano, ma piuttosto attraverso l’incessante lotta “classe contro classe”. Oggi viviamo tutti sotto l’egemonia del capitale globalizzato. Nessun Paese può sfuggire completamente al meccanismo distruttivo di questa egemonia. È questo “capitalismo globalizzato”, cioè il capitalismo realmente esistente, ad essere in crisi. Ed è questo capitalismo che i comunisti e tutti i rivoluzionari dovranno superare per vincere la barbarie. Per la sopravvivenza dell’umanità, per la sopravvivenza del nostro pianeta, occorre essere in grado di sbarazzarsi del capitalismo e della sua barbarie, al più presto.

Recentemente dobbiamo constatare, Compagni, che nel momento in cui in Africa le posizioni dell’imperialismo francese continuano a erodersi a vantaggio di altre potenze (per inciso, non solo Cina e/o Russia, ma anche Germania, USA e Turchia), in Francia si afferma sempre più un processo di fascistizzazione. Certo, non è questo l’argomento su cui potersi qui soffermare, resta il fatto che c’è da preoccuparsi al massimo livello.

Compagni, per avanzare nella costruzione dell’alternativa rivoluzionaria appropriata, la convergenza delle lotte è più che essenziale. Il blocco storico dei lavoratori e degli altri precari si costruisce e si struttura nella dinamica globale della lotta in tutte le sue componenti. Solo attraverso questa dinamica globale, la lotta di classe rende evidenti le potenzialità politiche del movimento attuale, spingendo il proletariato operaio ad appropriarsi della sua cosciente espressione politica. Le masse proletarie, appropriandosi dell’espressione politica consapevole dei loro interessi di classe, si riscoprono in quanto soggetti della loro storia e della storia stessa. Solo attraverso lo svolgersi dell’agire insieme i diversi soggetti della lotta rivoluzionaria qui e altrove nel mondo pervengono alla costruzione di alternativa appropriata e a porre una scadenza all’agonia del capitalismo moribondo nella sua fase di putrefazione avanzata, cioè l’agonia del capitalismo realmente esistente.

Come potete vedere, Compagni, la borghesia araba nella sua stragrande maggioranza ora mostra il suo allineamento nel campo del nemico senza trucchi. Ciò non manca da un lato d’influenzare la lotta delle masse popolari palestinesi e dall’altro di affermare il posto speciale della causa palestinese come una delle principali leve della rivoluzione araba. E ovviamente, la lotta all’interno del blocco sociale della rivoluzione dovrebbe tener conto delle tergiversazioni e di altri compromessi della borghesia per poter fronteggiare ogni proposta “liquidazionista”. La Resistenza Palestinese ha e dovrà affrontare il “blocco arabo-sionista reazionario” guidato dalle potenze imperialiste.

Ogni giorno la Palestina ci dà lezioni di abnegazione e coraggio di eccezionale entità. Più che mai le masse popolari palestinesi, nonostante tutti i tradimenti della borghesia, assumono il ruolo di vero garante della difesa degli interessi del popolo. Contro l’occupazione e la barbarie dell’occupante, la prima risposta legittima che deve manifestarsi è anzitutto la solidarietà, ogni solidarietà, con coloro che con il loro sacrificio affrontano la milizia dell’occupazione. Le condizioni detentive nelle carceri sioniste peggiorano di giorno in giorno. E come vi è noto, Compagni, per affrontarlo, la solidarietà internazionale si rivela un’arma essenziale.

Che mille iniziative di solidarietà fioriscano in favore della Palestina e della sua promettente Resistenza!

Che mille iniziative di solidarietà fioriscano a favore dei/delle giovani Palestinesi!

Solidarietà, ogni solidarietà a chi resiste nelle carceri sioniste e nelle celle d’isolamento in Marocco, Turchia, Grecia, Filippine e altrove nel mondo!

Solidarietà, ogni solidarietà ai giovani proletari dei quartieri popolari!

Solidarietà, ogni solidarietà ai proletari in lotta!

Solidarietà, ogni solidarietà alle masse popolari yemenite!

Onore ai martiri e alle masse popolari in lotta!

Abbasso l’imperialismo, i suoi cani da guardia sionisti e altri reazionari arabi!

Il capitalismo è solo barbarie, onore a tutti coloro che vi si oppongono nella diversità delle loro espressioni!

Insieme Compagni e solo insieme vinceremo!

A tutti voi, Compagni e Amici/Amiche, il mio saluto rivoluzionario

Il vostro Compagno Georges Abdallah

Fonte: libéronsgeorges

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