Aggiornamenti Internazionali (7 – 16 agosto 2020)

Come Collettivo contro la repressione per un Soccorso Rosso Internazionale (CCRSRI) abbiamo deciso di tradurre e diffondere una serie di notizie internazionali, diffuse dal sito www.secoursrouge.org e altri siti, riguardanti la lotta di classe nelle sue varie forme, la resistenza dei rivoluzionari prigionieri, la repressione e la risposta militante contro di essa, con una particolare attenzione ai fatti che coinvolgono il movimento comunista nei Paesi dove è maggiormente presente e attivo (India, Perù, Turchia…), al fine di contribuire a promuovere una conoscenza su queste tematiche e per favorire la solidarietà di classe che ci vede impegnati a organizzarla e rilanciarla a livello internazionale, vista necessariamente anche come arma per rafforzare il filo rosso che ci guida nella prospettiva rivoluzionaria per abbattere il capitalismo.

 

Guerra popolare e controrivoluzione

da: redspark.nu.en/

India

Quadri armati del PCI maoista ingaggiano uno scontro a fuoco con le forze di sicurezza nello Stato del Bihar

11 agosto 2020

PATNA: Lunedì 10 agosto è avvenuto un duro scontro fra personale di sicurezza e maoisti sulle colline di Kharagpur Rajasarai Harkunda, al confine o tra i distretti di Lakhisarai e Munger nello Stato del Bihar. Tuttavia, non sono segnalati vittime o feriti durante lo scontro a fuoco che è durato un’ora.

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fonte:

https://timesofindia.indiatimes.com/city/patna/cops-reds-exchange-fire-on-lakhisarai-munger-border/articleshow/77469581.cms

Il PCI maoista condanna le azioni della polizia nella regione di confine di Andhra/Odisha

12 agosto 2020

VISAKHAPATNAM: Gajarla Ravi, alias Ganesh, segretario del Comitato speciale zonale del confine di Andhra/Odisha (AOBSZC), ha affermato che invece di proteggere la gente, la polizia sta conducendo incursioni nei villaggi di Andhra Pradesh e Odisha e molestando gli innocenti.

Il leader naxalita ha dichiarato in un comunicato stampa che il suo partito ha creato consapevolezza tra la gente nelle aree dell’agenzia, distribuito medicinali per centinaia di migliaia di rupie e assicurato anche la fornitura di beni essenziali.

Nel tentativo di salvare gli innocenti nelle aree dell’agenzia, il leader naxalita ha detto che il PCI (maoista) si era fatto avanti e annunciato un cessate il fuoco, ma i poliziotti non hanno risposto. Ha aggiunto che, tuttavia allo stesso tempo, i poliziotti hanno iniziato a effettuare irruzioni nei villaggi. Gruppi hanno circondato il villaggio di Sirimetta in Odisha, arrestando persone e i poliziotti hanno tentato di attaccare una squadra del PLGA (Esercito guerrigliero di liberazione popolare, n.d.t.) naxalita.

Il 19 luglio, forze miste hanno scambiato colpi con naxaliti nel villaggio di Landudlu. “Abbiamo innescato una mina il 21 luglio in cui due poliziotti sono rimasti feriti. I poliziotti hanno attaccato una delle nostre squadre il 25 luglio “, ha detto nel comunicato il leader del PCI (maoista), Ganesh alias Uday.

fonte:

https://timesofindia.indiatimes.com/city/visakhapatnam/andhra-odisha-border-special-zonal-committee-secretary-condemns-police-action/articleshow/77489813.cms

Sparatoria del personale di sicurezza con quadri del PCI maoista nel distretto di Bargahr

12 agosto 2020

BHUBANESWAR: La mattina di domenica 9 agosto, nella riserva forestale di Gandhamardhan, nel distretto di Bargahr, in Odisha, si è verificato uno scontro a fuoco tra forze di sicurezza e quadri del PCI (maoista).

In base a una soffiata secondo cui i naxaliti stavano pianificando di svolgere attività contro lo Stato nella riserva forestale di Gandhamardhan, squadre del Gruppo operazioni speciali (SOG) di Bargarh e Sambalpur e della Forza di polizia centrale di riserva (CRPF) hanno lanciato un’operazione congiunta nell’area.

Verso le 7:30, le squadre hanno notato il movimento di circa 10-15 quadri armati del PCI (maoista) in uniformi verde oliva.

Visto il personale di sicurezza, i naxaliti hanno aperto il fuoco.

Il personale ha chiesto di smettere di sparare e di arrendersi. Tuttavia, i naxaliti hanno gridato “Lal Salaam” e continuato a sparare contro le forze di sicurezza.

Il personale di sicurezza ha fatto ricorso al fuoco controllato per legittima difesa e lo scambio di fuoco con i naxaliti è continuato per circa 30 minuti.

Approfittando della fitta foresta e delle forti piogge, i naxaliti sono riusciti a fuggire dal luogo.

(…)

Durante un’operazione anti-naxalita nelle riserva forestale di Gandhamardhan, i maoisti hanno aperto il fuoco contro la nostra squadra SOG. Per legittima difesa, la nostra squadra è ricorsa al controllo del fuoco “, ha detto Bargarh SP Padmini Sahoo.

L’SP ha anche chiesto ai maoisti di deporre le armi e arrendersi.

Nel luglio di quest’anno, il governo di Odisha ha approvato l’esclusione dei distretti di Angul, Boudh, Sambalpur, Deogarh e Nayagarh dal programma di spesa per la sicurezza garantito dal governo centrale, destinato allo sviluppo di capacità nei distretti sotto l’influenza dei maoisti.

I 10 distretti che rimarranno sotto lo schema SRE rimangono: Bargarh, Balangir, Kalahandi, Kandhamal, Koraput, Malkangiri, Nabarangpur, Nuapada, Rayagada e Sundargarh.

fonte:

https://www.newindianexpress.com/states/odisha/2020/aug/09/security-forces-maoists-exchange-fire-in-gandhamardhan-forest-of-odisha-2181182.html

Appello del PCI maoista per bandh di 7 giorni nel distretto di Kandhamal a partire dal 18 agosto

16 agosto 2020

Kandhamal: Un poster in cerca di sostegno per un bandh (sciopero armato, n.d.t.) di 7 giorni, su appello del PCI (maoista) è stato trovato domenica 16 agosto a Kanjamendi chhak, sotto la competenza della polizia di Nuagaon, qui nel distretto.

Secondo fonti, il manifesto sarebbe stato affisso dalla divisione KKBN del PCI (maoista). Con il manifesto, i maoisti hanno esortato la gente del posto ad appoggiare il bandh dal 18 al 24 agosto. Si ritiene che i maoisti abbiano definito la chiusura di una settimana nel distretto in segno di protesta per lo scontro nella foresta di Sirla.

Il PCI (maoista) ha anche menzionato nel manifesto i nomi di pochi membri del sua gruppo. È la prima volta che i maoisti affiggono un manifesto nel distretto dopo lo scontro nella con la foresta di Sirla.

Ben 5 maoisti, di cui 2 donne, sono stati uccisi durante uno scontro a fuoco con forze di sicurezza nella foresta di Sirla, sotto le competenze della polizia di Tumudibandha il mese scorso. Durante l’operazione di rastrellamento è stato sequestrato un enorme deposito di armi e munizioni.

All’inizio di questo mese, almeno 4 nascondigli maoisti sono stati individuati e una grande quantità di munizioni e altri articoli sono stati sequestrati, a seguito di uno scontro a fuoco tra naxaliti e forze di sicurezza nella riserva forestale di Gandhamardhan sotto le competenze di Paikmal PS a Bargarh.

Circa 10-15 quadri del PCI (maoista) sono riusciti a fuggire dopo la sparatoria avvenuta la mattina dell’8 agosto, durata una mezz’oretta.

fonte:

https://odishatv.in/odisha-news/maoists-call-for-week-long-kandhamal-bandh-469736

Lotte e repressione

USA

7 agosto 2020

Numerosi scontri sono avvenuti a Portland, in Oregon mercoledì 5 e giovedì 6 agosto tra i manifestanti BLM (Black Lives Matter, n.d.t.) e la polizia. Mercoledì, davanti al commissariato principale di Portland si sono verificati incidenti con lanci di vernice e oggetti, finestre rotte e incendi di cassonetti. Gli scontri tra polizia e manifestanti sono continuati per oltre 3 ore nel quartiere commerciale e residenziale circostante. La polizia ha fatto uso di granate assordanti e gas lacrimogeni. Manifestazioni e scontri sono ripresi ieri sera.

16 agosto 2020

Una manifestazione affinché non sia finanziata la polizia e sia ritirata dalle scuole pubbliche di Chicago si è trasformata, alla fine, in violenti scontri nel centro della città, sabato 15 agosto. La protesta è iniziata al famoso Millennium Park prima di spostarsi su Michigan Avenue e Wacker Drive, dove sono stati segnalati diversi incidenti. I manifestanti si sono scontrati con la polizia: molti oggetti sono stati lanciati contro i poliziotti che bloccavano le strade e spruzzavano spray al peperoncino. I manifestanti hanno proseguito verso Michigan Avenue e Randolph Street, scandendo “Nessuna giustizia, nessuna pace”, mentre, come spesso accade durante manifestazioni, i ponti della città sono rimasti aperti, impedendo l’attraversamento del fiume Chicago. La polizia ha proceduto a 24 arresti – 4 di questi per colpi e ferite gravi inferti a un poliziotto.

Palestina

9 agosto 2020

Una 23enne palestinese è stata uccisa da proiettili venerdì 8 agosto in Cisgiordania, durante uno scontro tra l’esercito israeliano e palestinesi. La vittima è stata uccisa, mentre cercava di chiudere la finestra della sua casa di Jenin per proteggersi dai gas lacrimogeni. Nella città si stavano svolgendo scontri e centinaia di residenti si opponevano a un raid dell’esercito d’occupazione per effettuare arresti mirati. Funzionari palestinesi hanno accusato l’esercito israeliano di aver ucciso la giovane donna. Un portavoce dell’esercito d’occupazione afferma che i soldati non hanno sparato proiettili veri durante lo scontro.

Libano

9 agosto

Vendetta, vendetta, fino alla caduta del regime”, hanno scandito i manifestanti riuniti domenica 8 agosto in Place des Martyrs, alcuni di loro brandendo la forca o i nomi degli uccisi nell’esplosione che ha devastato il porto di Beirut. L’esplosione ha provocato 158 morti e oltre 6.000 feriti, secondo un nuovo rapporto emesso sabato 8 agosto dal ministero della Salute. La polizia ha sparato candelotti di gas lacrimogeno e proiettili di gomma contro gruppi di giovani manifestanti che lanciavano pietre. Mentre l’attenzione delle forze di sicurezza si concentrava sugli scontri, circa 200 manifestanti hanno approfittato per prendere d’assalto la sede del ministero degli Affari Esteri, proclamandola “quartier generale della Rivoluzione”. Manifestanti hanno anche cercato di prendere la sede dell’Associazione delle banche, dandogli fuoco prima di essere sgomberati dall’esercito. Manifestanti hanno invaso anche i ministeri dell’Economia e dell’Energia, simboli della cattiva gestione dei servizi pubblici, delle interruzioni di corrente, ciò che alimenta il crescendo della protesta. Un membro delle forze di sicurezza interna è morto per una caduta, di cui le autorità accusano i manifestanti.

10 agosto 2020

Ieri i manifestanti si sono scontrati per il secondo giorno consecutivo con le forze di sicurezza libanesi a Beirut, per esprimere la loro rabbia nei confronti del regime corrotto del Paese, la cui negligenza ha portato martedì 4 agosto alle esplosioni verificatesi nella capitale. Centinaia di persone si sono radunate in serata davanti a uno degli ingressi del parlamento, che è stato dato alle fiamme. Altri gruppi di manifestanti si sono recati davanti all’hotel Le Gray e in Place des Martyrs. Alcuni sono entrati negli edifici dei ministeri del Lavoro e degli Sfollati, nello stesso settore, in centro città, mentre altri sono entrati in quelli delle Abitazioni e dei Trasporti. Le forze di sicurezza hanno sparato numerosi candelotti di gas lacrimogeno contro i manifestanti, che hanno risposto con lanci di pietre e oggetti. Gli scontri sono proseguiti oggi portando il premier Hassan Diab alle presentare le dimissioni, seguendo in tal modo l’esempio di parecchi altri ministri prima di lui.

12 agosto 2020

Martedì 11 agosto, la popolazione libanese è scesa in strada a Beirut per la quarta notte consecutiva allo scopo d’abbattere l’intera classe dirigente. Il governo di Hassan Diab si è dimesso lunedì 10 agosto, ma i libanesi vogliono anche che se ne vadano anche il Capo dello Stato, il Capo del Parlamento e deputati. A Beirut sono ripresi gli scontri tra manifestanti e forze di sicurezza vicino alla sede del Parlamento. I manifestanti hanno tentato di sfondare le barricate, talvolta dandole alle fiamme, mentre la polizia ha sparato candelotti di gas lacrimogeno. Secondo la Croce Rossa libanese 10 feriti sono stati ricoverati negli ospedali e 32 sono stati curati sul posto. La rivolta contro la corrotta classe dirigente libanese è in corso dall’ottobre 2019. La rabbia popolare generata dall’esplosione di martedì è solo l’ultimo capitolo.

Bolivia

9 agosto 2020

Da lunedì 3 agosto, la Bolivia è stata segnata da oltre cento posti di blocco nei 9 dipartimenti del Paese, avviati dai sindacati contadini e rinforzati nelle ultime ore da minatori e organizzazioni dei quartieri urbani e della Centrale. Operaia boliviana (COB, principale sindacato in Bolivia). Questi blocchi e scioperi sono stati lanciati dopo l’ennesimo rinvio delle elezioni. COB chiede elezioni a breve termine, non a ottobre, come ha stabilito il Tribunale supremo elettorale (TSE). Il governo provvisorio di Jeanine Áñez, istituito de facto e autoproclamato dopo le dimissioni forzate lo scorso anno dell’ex-presidente Evo Morales, aveva programmato le elezioni entro 3 mesi e annunciate per il 22 gennaio. Queste sono state posticipate per “mancanza di tempo” al 3 maggio e dall’inizio della pandemia la data delle elezioni è stata cambiata per 3 volte al 2 agosto, al 6 settembre e infine al 18 ottobre.

Grecia

10 agosto 2020

La sera di domenica 9 agosto, Çağdaş Kaplan e Berçem Mordeniz, due giornalisti curdi di nazionalità turca, sono stati arrestati dalla polizia mentre filmavano l’arresto di una persona in piazza Syntagma ad Atene. Avevano informato la polizia d’essere giornalisti ed esibito la tessera della stampa. Prima d’essere arrestati, i due giornalisti sono stati picchiati più volte dalla polizia. Attualmente sono al commissariato dell’Acropoli e saranno portati in tribunale lunedì 10 agosto. Al commissariato, testimoni dell’arresto non sono stati autorizzati a deporre su quanto accaduto.

Cile

14 agosto 2020

Il tradizionale leader mapuche Celestino Córdova, condannato a 18 anni di carcere nel 2014 per omicidio in un controverso processo pieno di numerose irregolarità, sta per giungere al 100° giorno di sciopero della fame. Martedì 11 agosto, Córdova ha reso pubblico un messaggio da molti interpretato come un addio, a causa della sua salute cagionevole. Córdova e altri 26 prigionieri mapuche, anche loro in gravi condizioni, mantengono questa protesta per chiedere al governo di conformarsi alla Convenzione 169 dell’Organizzazione internazionale del lavoro, che dovrebbe consentire loro di scontare parte della pena nelle loro rispettive comunità. Nuove proteste hanno avuto luogo nel sud del Cile a sostegno dei prigionieri. A Cañete, nella regione di Bío Bío, un corteo si è concluso con scontri tra manifestanti e poliziotti che hanno sparato candelotti di gas lacrimogeno e fatto uso di idranti. Almeno 4 persone sono state arrestate.

Colombia

15 agosto 2020

Due manifestanti, membri di comunità indigene, sono stati uccisi e altri 3 feriti, durante le operazioni di sgombero delle terre occupate. Queste operazioni sono state eseguite dall’esercito e dalla polizia nazionale nell’area di El Barranco, una zona rurale del comune di Corinto, in Cauca. Le vittime sono state identificate come Abelardo Liz, giornalista e membro di una stazione radio comunitaria e Johel Rivera, che ha partecipato ad attività d’occupazione note come “liberazione della madre terra”. L’Associazione dei Cabildos, autoctoni del Norte de Cauca, ha accusato l’esercito d’aver sparato proiettili di guerra contro i manifestanti e impedito l’arrivo di mezzi di soccorso per aiutare i feriti. Gli autoctoni occupano terre in seguito al mancato rispetto da parte del governo nazionale di accordi sull’acquisto di terre per ampliare le riserve comunitarie.

Francia

15 agosto 2020

Giovedì 13 agosto alle 23:00, 3 poliziotti della Brigata anticrimine (BAC) della 20^ circoscrizione di Parigi si sono presentati al Saint Sauveur chiedendo di vedere il responsabile. Sono venuti per far firmare una notifica di verbale. Dopo 15 anni di esistenza e per la seconda volta in 6 mesi, il Saint-Sauveur si vede imporre quindi una nuova misura di chiusura amministrativa per la durata di 2 settimane. Questa chiusura giunge dopo i 9 giorni imposti lo scorso gennaio, dopo i quasi 3 mesi di chiusura resa necessaria dalla crisi sanitaria. I presunti motivi addotti rendono questo bar responsabile di tutto ciò che accade nella piazza in cui è situato. I titolari hanno anche subito un attentato organizzato da un gruppo di fascisti armati di sbarre di ferro, manici di picconi e gas.

15 agosto 2020

Nell’aprile 2020 Anthony Smith, ispettore del lavoro del dipartimento Marne e sindacalista CGT (Confederazione generale dei lavoratori, n.d.t.) è stato sospeso dalle sue funzioni, a titolo precauzionale, in attesa dell’attuazione di una possibile sanzione disciplinare. Questo licenziamento è stato effettuato a seguito di una procedura sommaria che Anthony Smith ha intentato contro una struttura di aiuto domiciliare che non ha adottato misure sufficienti per preservare la salute e la sicurezza dei propri dipendenti. È stato sanzionato con un trasferimento automatico. Il 21 luglio, diverse centinaia di persone si sono radunate davanti al ministero della Solidarietà per sostenerlo. Una petizione di sostegno, lanciata a metà aprile, ha raccolto quasi 150.000 firme.

16 agosto 2020

Intrattenimenti per bambini in tenuta antisommossa sono organizzati dal governo nella città di Mâcon. Poliziotti sono infatti giunti per proporvi animazioni ai bambini, facendo loro indossare equipaggiamento antisommossa, e usare scudi e manganelli. La struttura che organizza questo tipo di iniziative si chiama “RAID aventures”, associazione di polizia sponsorizzata dal governo. Sul suo sito si legge che durante il seminario “GTPI” (…) gli agenti di polizia si prendono il tempo per spiegare la loro professione con dimostrazioni di gesti e tecniche di protezione e intervento, e percorsi ad ostacoli. in tenuta da forze dell’ordine”. 

Bielorussia

15 agosto 2020

Il 12 agosto, gli anarchici Alexander Frantskevich e Akihiro Khanada sono stati arrestati in Bielorussia. Frantskevich è un ex-prigioniero politico, incarcerato dal 2010 al 2013 con l’accusa d’aver attaccato edifici governativi. La polizia lo ha designato “leader del gruppo anarchico più radicale del Paese, Azione Rivoluzionaria“. Attualmente è accusato di “organizzazione di rivolte di massa”, rischiando da 5 a 15 anni nelle carceri della dittatura. Del secondo anarchico imprigionato, Akihiro Hanada, non sappiamo ancora di cosa sia accusato. Le televisioni di Stato hanno accusato direttamente gli anarchici russi e bielorussi d’essere i “coordinatori delle rivolte”: Frantskevich e Akihiro rischiano quindi una lunga pena detentiva per aver combattuto la dittatura. Ricordiamo che l’anarchico Nikita Yemelyanov è tuttora detenuto in Bielorussia, condannato a 4 anni di carcere per aver compiuto azioni simboliche contro edifici giudiziari oltre che contro un’unità d’isolamento a Minsk. Potete inviare vostre testimonianze a loro sostegno su: revolutionaruaction@riseup.net

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