Grecia – Resistenza e Lotta in carcere

Pubblichiamo due comunicati, rispettivamente dei rivoluzionari prigionieri Pola Roupa e Nikos Maziotiz, sulle circostanze del trasferimento disciplinare della compagna Pola dal carcere di korydallos alla prigione  femminile Eleonas – Thebes, dopo le mobilitazioni nel carcere di korydallos a seguito della diffusione del Coronavirus.

da: secoursrouge.org

23 marzo 2020

Venerdì 20 marzo, poco dopo la chiusura della prigione, membri delle forze di polizia speciali hanno fatto irruzione nella mia sezione per portarmi fuori da Korydallos. Il ministero aveva impartito un ordine per il mio trasferimento per bloccare la mobilitazione nella prigione femminile di Korydallos, al fine di ridurre le prigioni dove lo stesso giorno si era iniziato a tenere aperte le porte delle celle a mezzogiorno. È la prima volta che un tale ordine viene dato per stroncare una mobilitazione e mostra l’estremo autoritarismo del governo, di come percepisce i detenuti e intende affrontare la minaccia di un coronavirus letale. Hanno portato con me un prigioniero di 65 anni, detenuto per problemi finanziari, disabile al 67%, in attesa di rilascio. Il suo trasferimento è stato una decisione di vendetta da parte del servizio penitenziario. Nelle carceri di Eleonas-Tebe, siamo tenuti in quarantena per il coronavirus, e vi resteremo per diversi giorni. Con i nostri testi e la nostra mobilitazione, le detenute nelle carceri femminili di Korydallos hanno voluto lanciare un avvertimento per evitare una diffusione devastante e mortale del virus nelle carceri del Paese. La loro decongestione generalizzata è l’unica soluzione per salvare vite umane. Tuttavia, il governo giudica meno importante prendersi cura della vita dei detenuti, che salvare il proprio prestigio e minare la disciplina nelle carceri del Paese. La sua “sincera” preoccupazione per la vita degli abitanti di questo Paese è mostrata anche dal suo rifiuto di subentrare agli ospedali privati, dimostrando così che non vuole entrare in conflitto con il grande capitale nel mezzo della maggiore crisi sociale e umanitaria in atto. Il Paese non smette di decimare medici e infermieri negli ospedali pubblici infettati dal coronavirus, costretti a battersi privi di fondi, personale, forniture. Prigioniere e prigionieri sono in balia dell’indifferenza criminale in tutto il Paese. Il mio brutale trasferimento dall’inizio della mobilitazione conferma che la strategia dell’ordine pubblico ha la precedenza sulla sicurezza sociale e sulla stessa vita umana.

Pola Roupa, membro di Lotta Rivoluzionaria

Per scrivere alla compagna:
Πόλα Ρούπα (Pola Roupa)
Prigione femminile Eleonas
Thebes
TK 32200, Grecia

 

da: Actforfree.nostate.net (da Mpalothia, tradotto in inglese da Anarchists Worldwide)

21 marzo 2020

Questa mattina forze speciali di polizia sono entrate nelle prigioni femminili di Korydallos e hanno portato via Pola Roupa per trasferirla nelle prigioni femminili di Eleonas-Tebe. Ovviamente, la ragione di ciò è la mobilitazione e la richiesta di ridurre le pene detentive per il rischio di diffusione del coronavirus nelle carceri. Ieri i prigionieri hanno iniziato a mobilitarsi tenendo aperte le celle all’ora di pranzo.
Il trasferimento della compagna Roupa nelle prigioni di Eleonas è stato chiaramente la risposta del ministero per la Protezione dei cittadini alle richieste e alle mobilitazioni dei prigionieri. Non vi è stata alcuna risposta alla richiesta di ridurre il sovraffollamento delle carceri in modo legale, come indicato nelle richieste dei detenuti, ciò che è il modo più elementare per prevenire un massiccio scoppio del virus nelle carceri. È certo che dopo la cessazione delle visite di parenti e avvocati, che il prossimo passo del ministero sarà quello di tenere i prigionieri in cella e per 24 ore al giorno con il pretesto di “proteggerli”, dal momento che il virus entrerà nelle carceri, se non lo ha già fatto. La misura per la detenzione su 24 ore è completamente fascista, né risolve il problema. È illegale e non prevista da alcuna legge o codice penale ed è in linea con l’approccio più generale per un divieto di circolazione già vigente in tutta Europa. Fascismo nella società, fascismo nelle carceri!
Pola Roupa è sempre stata in prima linea nelle mobilitazioni e le proteste nelle prigioni femminili di Korydallos. E naturalmente la reazione del ministero e del governo è “comprensibile”. Fate loro sapere che questo non ci spezzerà e non ci piegheremo a nessun governo, di sinistra o destra.

Nikos Maziotis, membro di Lotta Rivoluzionaria