Dichiarazione di Georges Abdallah in occasione della manifestazione del 19 ottobre a Lannemezan

Cari/e amici/amiche, cari/e compagni/e,
anni, anni molto lunghi, ed è sempre la stessa emozione e soprattutto la stessa determinazione che fanno eco alla vostra mobilitazione solidale. Oggi, all’alba di questo 36° anno di detenzione, sicuramente non ignorate quale forza ed entusiasmo la vostra manifestazione m’apporti, qui in questi luoghi sinistri.
Al di là di questo filo spinato e delle torrette d’osservazione che ci separano, eccoci sempre insieme, fermamente ritti ad affrontare questo nuovo anno che s’annuncia già ricco di lotte e speranze.
La vostra solidarietà, la vostra mobilitazione nella diversità del vostro impegno, mi riscaldano il cuore … In effetti, per tutti questi decenni trascorsi, non mi sono mai mancate, compagni. Coloro che hanno scommesso sul respiro corto del vostro slancio di solidarietà ne fanno le spese.
Sapete, non è così facile affrontare la quotidianità mortale dietro le sbarre quando sei stato lì da una “breve” eternità. E se si riesca a reggersi in piedi tutto questo percorso, lo è anche, va sottolineato, grazie a queste varie iniziative di solidarietà che avete sviluppato ovunque in questi decenni …
Compagni, è inimmaginabile poter affrontare per anni la politica d’annientamento cui sono sottoposti i rivoluzionari detenuti, senza la mobilitazione della solidarietà assunta soprattutto sul terreno della lotta anticapitalista/antimperialista. È proprio sul terreno di questa lotta che si può e si deve fornire il sostegno più significativo ai nostri compagni prigionieri. Sempre insieme, nella diversità dell’espressione della solidarietà, che si può e si deve far progredire la mobilitazione, assumendo sempre più il terreno della lotta effettivamente in corso.
È certamente all’interno della dinamica generale della lotta attuale che ogni iniziativa di solidarietà consente ai compagni detenuti di trascendere le loro condizioni detentive e far parte effettivamente del movimento come rivoluzionari che operano nelle condizioni speciali che sono loro.
Al mio fianco, qui, i valorosi compagni baschi continuano a resistere e da tanti anni. L’adeguamento delle pene e la “sospensione della pena per motivi medici” vengono loro sistematicamente rifiutati. In appello, è stata da poco respinta la richiesta di libertà condizionale presentata dal compagno Xistor, dopo oltre 30 anni di prigionia! Papon ha approfittato della sospensione della pena per motivi medici. Al contrario, il compagno Ibon Fernandez è ancora in prigione nonostante il suo stato di salute e l’opinione di diversi medici esperti …
Certamente compagni, non occorre soffermarsi a lungo sui vari cavilli giudiziari per spiegare il rifiuto di liberare un particolare prigioniero; è sempre a livello delle autorità politiche che si decide il luogo e il peso del rituale giudiziario, il momento in cui si tratta di prigionieri politici.
Senza cullarmi con dolci illusioni, Compagni per quanto riguarda la mia situazione, c’è ancora “molto” da fare per avviare un risultato favorevole. Come sapete, non basta che lo Stato del Libano “esiga” o piuttosto “richieda” la mia liberazione, occorre ancora che il rapporto di forza realmente esistente possa far capire ai rappresentanti dell’imperialismo francese che la mia detenzione comincia a pesare più delle possibili minacce inerenti la mia liberazione. È solo in questo caso che l’ordine della mia espulsione in Libano non troverà più opposizione. Ecco perché, cari/e amici/amiche e compagni/e, la solidarietà più appropriata che si possa dare a qualsiasi prigioniero rivoluzionario è quella che si sviluppa sempre di più sul terreno della lotta contro il sistema di sfruttamento e dominio.
Cari/e amici/amiche e compagni/e, la componente principale della borghesia araba, in particolare quella dell’Arabia e del Golfo, si è costantemente schierata nel campo del nemico sionista, sotto la guida dell’imperialismo. La causa palestinese attraversa un momento molto difficile. Le masse popolari palestinesi pagano quotidianamente un pesante tributo di sangue e privazioni di ogni tipo.
Non possiamo essere indifferenti alle masse popolari palestinesi e ai combattenti della Resistenza che s’oppongono coraggiosamente alla barbarie della soldataglia sionista e alle orde di coloni, in condizioni particolarmente complicate.
Non possiamo essere indifferenti ai luoghi dei nostri compagni comunisti e dei nostri compagni curdi che affrontano il regime fascista di Erdogan …
Naturalmente le masse popolari palestinesi e le loro avanguardie combattenti prigioniere possono contare più che mai sulla vostra solidarietà attiva.
Che mille iniziative di solidarietà fioriscano a favore della Palestina e della sua promettente Resistenza!
Solidarietà, ogni solidarietà a coloro che resistono nelle carceri sioniste e nelle celle d’isolamento in Marocco, Turchia, Grecia, Filippine e altrove nel mondo!
Solidarietà, ogni solidarietà verso i proletari in lotta!
Onore ai martiri e alle masse popolari in lotta!
Abbasso l’imperialismo e i suoi cani da guardia sionisti e altri reazionari arabi!
Il capitalismo è nient’altro che barbarie, onore a tutti/e coloro che s’oppongono, nella diversità delle loro espressioni!
Compagni insieme, e solo insieme vinceremo!
A tutti voi, compagni/e e amici/amiche, i miei più calorosi saluti rivoluzionari.

Il vostro compagno Georges Abdallah