31 DENUNCE CONTRO LA SOLIDARIETA’ RIVOLUZIONARIA

Diffondiamo questo comunicato, scritto dai Proletari torinesi per il Soccorso Rosso Internazionale e dal Collettivo Contro la Repressione per il Soccorso Rosso Internazionale, in risposta alle misure repressive seguite alla manifestazione del 24 novembre 2017 tenutasi a L’Aquila in solidarietà alla compagna Nadia Lioce.

Nei mesi di febbraio e marzo sono state emesse finora 31 denunce per la manifestazione di solidarietà con la militante delle BR-PCC Nadia Lioce, sotto processo a L’Aquila, lo scorso 24 novembre.  Processo intentato a Nadia proprio per le proteste che lei ha continuato a effettuare nonostante e contro le terribili restrizioni imposte dal regime carcerario 41bis.  La resistenza, la forza politica e ideologica, ammirevoli, di Nadia come di Roberto Morandi e Marco Mezzasalma (gli altri due compagni delle BR-PCC sottoposti a tale regime) hanno trovato il sostegno di diversi ambiti del movimento antagonista. Sostegno sviluppato da molti anni, e che quel giorno ha visto convergere militanti da nord a sud – da Ivrea a Palermo – in tribunale e fin sotto il carcere di L’Aquila.

Una giornata molto intensa, determinata, che ha espresso un buon livello anche nei contenuti da dare alla mobilitazione contro la repressione in generale.  Gli stessi collettivi e gruppi partecipanti sono significativi di realtà sociali, di lotta, che costantemente fanno fronte a una ridefinizione sempre più autoritaria dello Stato.  E proprio questo si è voluto marcare: l’unità nei fatti che esiste fra diverse istanze della resistenza militante, proletaria che, nella diversità di forme e modi dell’impegno, affrontano lo stesso sistema e portano avanti simili obiettivi di emancipazione politica e sociale.  All’apice di questo confronto stanno le istanze rivoluzionarie più determinate, come le BR-PCC, e le pratiche più terroristiche dello Stato borghese.  Il regime carcerario 41bis ne è la peggior rappresentazione.

Così si spiega l’attacco ostinato dello Stato nell’isolare, mettere a tacere, annientare quest* militanti prigionier*.  Perciò la repressione si estende contro le iniziative solidali e di controinformazione.  31 denunce per “manifestazione non autorizzata” sull’ottantina di partecipanti alla protesta.  Intimidazione e deterrente a proseguire nella mobilitazione, che prevede un’altra data importante il 4 maggio 2018, giorno di un’altra udienza processuale per Nadia.

Continuiamo e rafforziamo questa lotta, questa solidarietà. È interesse di tutt* contrastare la repressione ai suoi più alti livelli, perché la loro esistenza ricade e influisce su tutti gli altri, alimentando paura e ricatto.

Facciamo di questa lotta un’occasione di unità, di fronte comune, da far valere poi in tutti i settori dove interveniamo.  La situazione più evidente oggi è il dilagare della violenza contro qualsiasi lotta e contro il proletariato immigrato in particolare: lo squadrismo fascio-razzista è ausiliario a quello poliziesco-istituzionale.

Facciamo fronte comune contro l’intensificazione della repressione e militarizzazione.  È condizione vitale per lo stesso sviluppo delle lotte, per la stessa sopravvivenza di molt* proletar*, di molt* militanti.

 41BIS = TORTURA!  CONTRO IL 41BIS!

DIFENDERE I/LE PRIGIONIERI/E DELLA GUERRA DI CLASSE

RILANCIARE LA SOLIDARIETA’ DI CLASSE E MILITANTE

UNITA’ NELLE LOTTE – UNITA’ CONTRO LA REPRESSIONE

 

 Proletari Torinesi per il Soccorso Rosso Internazionale

Collettivo Contro la Repressione per il  Soccorso Rosso Internazionale

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