Diffondiamo un contributo dalla Germania sui fatti di Amburgo (G20)

Oggi la polizia di Amburgo ha lanciato una caccia all’uomo su larga scala, denunciando sospetti “criminali” – termine della giustizia di classe borghese, noi diremmo ribelli.
Questa iniziativa non è affare di qualche funzionario di polizia locale ma una della questioni decisive per la borghesia nella lotta di classe in questo paese. La questione è il mantenimento della dittatura borghese attraverso il monopolio esclusivo dell’esercizio della violenza. La questione è l’alto livello di scontro raggiunto dalla battaglia contro il Vertice del G20 e, per noi come per il nemico, il problema è che hanno perso il controllo. Il cuore del problema e che i 30.000 gendarmi dell’imperialismo schierati, armati dalla testa ai piedi, nonostante turni di 24 ore e sbirri in marcia fino allo sfinimento, si sono dimostrati incapaci di tenere sotto controllo una massa relativamente male organizzata ma combattiva. Quei giorni di inizio luglio hanno dimostrato l’impotenza dell’imperialismo, quando il popolo si unisce, si solleva, osa lottare e osa vincere. È per questo che oggi vogliono regolare i conti. La pubblicazione delle foto di 104 persone, in situazioni diverse, di provenienze diverse, non ha lo scopo di confermare la precisione dei tedeschi, ma gioca un ruolo specifico dentro la lotta tra rivoluzione e contro-rivoluzione in questo paese. Pensiamo che questa azione abbia principalmente cinque obiettivi.

Seminare terrore nel movimento rivoluzionario in Germania.
Dividere gli “insorti” tra manifestanti buoni e cattivi.
Mostrare il braccio armato della repressione dello stato imperialista tedesco come vittime.
Stabilire un precedente, di linciaggio legale e ondata di denunce di massa, che si ritrova solo nel Terzo Reich.
Cercare di coprire la profonda crisi della borghesia imperialista tedesca, in particolare a fronte dello scandalo per l’anniversario dell’attacco al mercatino di Natale sulla Breitscheidplatz a Berlino e dell’incapacità della borghesia tedesca di formare un nuovo governo.

Per quanto riguarda il primo punto, è ovvio che l’obiettivo è creare terrore, diffondere terrore. Perché altrimenti pubblicare queste 104 foto senza specificare imputazioni e indiziati? Sembrerebbe un pessimo scherzo, far credere che chi ha portato via una bottiglia da un supermercato aperto a forza riceverà la stessa punizione di chi ha “lanciato pietre di tre o quattro chili di peso sulla testa di un poliziotto”. Ma questo è esattamente ciò che sta accadendo. “Tutto ha la stessa gracilità”. Di conseguenza, chi non ha una posizione di classe, si allontanerà presto dai “veri criminali violenti”. Così iniziano le delazioni.
Proseguiamo. La composizione delle immagini non è casuale. È opera della polizia politica. Persone di ogni tipo vengono confuse insieme, nella speranza che i “deboli” – secondo la classificazione degli esperti di guerra psicologica dello Stato imperialista – denuncino i forti. A quale scopo? Per mettere a nudo l’organizzazione. Questo è il problema della reazione. Dividere i rivoluzionari dalle masse. Questo principio si applica a ogni guerra di tipo controrivoluzionaria. Anche se non siamo in “condizioni da guerra civile” (quelli che lo dicono non hanno mai visto una guerra), la reazione usa lo stesso metodo, gli esperti di guerra psicologica dello stato tedesco sanno esattamente quali corde devono toccare.
Punk ubriachi, giovani che incendiano auto, rivoluzionari organizzati, masse in generale e persone di ogni i tipi di vengono tutti mischiati insieme, così “la sinistra”, vale a dire i partiti, le organizzazioni e i gruppi revisionisti e opportunisti, possono iniziare a prendere le distanze. Le masse che hanno lottato sono divise tra buoni e cattivi. I “saccheggiatori”, i “brucia-macchine” e i “manifestanti/attivisti” vanno messi gli uni contro gli altri. Perché “non può essere che questa sia stata una guerra di classe”. Il ruolo del revisionismo è chiaro: gruppi german-nazionali, come il cosiddetto Jugendwiderstand e altri dello stesso tipo si sono allontanati dalle lotte delle masse da mesi. E così deve essere sempre più. Non ci deve essere solidarietà con le masse in lotta. Occorre dividere i ribelli “corretti” da quelli “scorretti”. Solo degli intelettualini piccolo borghesi lo possono fare. Le masse in lotta hanno lanciato un messaggio differente. Crediamo sia oggi ancora più necessario ripeterlo: “Non ci dividerete! Siamo contro di voi, il vostro Stato e tutto ciò che rappresentate!”
Quale deve essere l’atteggiamento dei rivoluzionari? Prima di tutto: non cadere nel gioco della reazione. Restare calmi. Secondo: non mettere la testa nella sabbia come uno struzzo ma unirsi ancora di più alle masse. Solo chi pensa solo a se stesso può farsi prendere dal panico. Solo chi dimentica perché ci sono state le lotte contro il G20 può farsi prendere dal panico. Sì, il popolo si è sollevato. Sì, il popolo ha infranto la legge borghese. Per la semplice ragione che tutto ciò che il G20 rappresenta è reazione, saccheggio, genocidio, guerra e spoliazione. È stato ed è giusto.
Diventa tutto più chiaro se si guardano i video dei “poveri ufficiali di polizia tedeschi”. Quanti di loro sono stati bruciati vivi? Dalla nostra parte c’è Oury Jalloh, chi tra voi? Volete parlare delle vittime? La reazione tedesca è in grado di mostrare solo pochi secondi di immagini tagliati da una intera settimana (non 3 giorni, come pretendono alcuni turisti), che dimostrerebbero che solo loro le vittime. Dovremmo compatirli? Aevano armature integrali, armi da fuoco ed erano in strada per difendere l’imperialismo tedesco. E dovremmo compatirli? Ma certo! Naturalmente, i loro video istigano l’odio nella piccola borghesia. Il bravo tedesco alza subito la voce, come quello che scattava in piedi nel fango per salutare il suo imperatore.
Rispetto al quarto punto. Creano un precedente. D’ora in poi contro le masse che si ribellano ci saranno le denunce di massa. Tutto un esercito di agenti di polizia, difensori della costituzione, agenzie di intelligence, informatori e polizia segreta in generale non basta per arrestare pochi teppisti? Quella che è una vecchia tradizione viene oggi ripresentata come nuova. La delazione. Il vicino potrà di nuovo dire: “Lo conosco, è un rosso!” seguendo quella che ci si aspetta sia “l’anima del popolo tedesco”. “So chi è, devo denunciarlo. È così che servo il mio padrone “. Questa è la musica, questa la “modernità del 21° secolo”. Delazione, tradimento. La negazione di ogni dignità umana. È questo che vogliono imporci. Se è possibile sbattere un “taccheggiatore” ubriaco su tutti i media del paese, perché qualcuno non dovrebbe lanciare pietre? O anche solo resistere all’arrestato?
Persino i media borghesi scrivono in proposito: “Questa presentazione di accusati, reali o presunti, non ha nulla a che fare con i manifesti che mostrano i ricercati. È un appello generale alla popolazione, perché giochi a fare il vice sceriffo. È un appello a dare la caccia a una moltitudine di persone, le cui azioni o partecipazione ad azioni è del tutto indimostrata. Questo tipo di caccia all’uomo va di gran lunga oltre ciò che il l’art. 131b del codice di procedura penale consente. Gli investigatori estendono questo paragrafo fino a stravolgerlo. Non distinguono tra indiziati e non indiziati. Questa forma di internet-gogna è contro la legge. Il fine non giustifica i mezzi. Questo vale anche per gli eccessi al vertice del G20. “5.
La borghesia imperialista tedesca è in una profonda crisi politica. Non avevano mai avuto problemi a formare un governo dalla nascita della Repubblica Federale, succeduta al Terzo Reich. Non possono continuare come prima senza subire gravi conseguenze. L’attenzione è ora concentrata sui “teppisti di sinistra/terroristi di sinistra” invece che sul problema della formazione di un governo. Sono soprattutto i tempi della conferenza stampa della polizia di Amburgo incredibilmente sincronizzati con la debacle e lo scandalo legato all’attacco del mercatino di Natale a Berlino un anno fa. Sembra essere pura coincidenza, che sia avvenuta nell’anniversario dello stesso, come notato dall'”Abendblatt”. Proprio mentre il cancelliere incontra le vittime dell’attacco, si convoca questa conferenza stampa. Il messaggio: che l’opinione pubblica si concentri su qualcos’altro dal come il governo Merkel ha favorito il cosiddetto attacco in un aspetto dopo l’altro. Ricordiamo Lenin, che ci insegna che non esistono coincidenze in politica. Proprio ora, quando occorre serrare i ranghi tra CDU e SPD, ecco che lo stato di Amburgo, saldamente nelle mani della SPD, fa sentire la sua voce.
Che fare, allora? La cosa più importante è: nessuno si faccia prendere dal panico. Lo scopo dell’iniziativa della polizia è:
a) Far paura alle masse, così che credano la via più semplice sia presentarsi alla polizia.
b) che gente in preda al panico inizi a chiamare amici, inviare e-mail, sms o whatsapp.
Ciò mostra come funziona il sistema. Ciò significa che questo è esattamente ciò che non si deve fare. Se i poliziotti potessero montare un solo caso, non avrebbero avviato questo tipo di caccia all’uomo. Vi avrebbero già sfondato la porta di casa. I poliziotti non hanno nulla. Ecco perché agiscono così. Ciò che vogliono è soprattutto che le persone si presentino e poi che inizino a parlare. E allora non varrà la famosa frase dei telefilm polizieschi americani “tutto ciò che dirai potrà essere usato contro di te”, ma “tutto ciò che dirai sarà usato contro di te e contro i tuoi compagni!”. Chiunque creda di parlare solo per sé, non denuncerà solo se stesso, ma tutti gli altri. Tutti quelli che sono stati portati in tribunale per le lotte contro il G20 non sono sotto processo per la loro individualità. Sono processati perché si sono opposti a questo Stato. E saranno trattati di conseguenza.
La cosa più importante, ripetiamo, è che tutti mantengano la calma. In più, naturalmente, ogni rivoluzionario deve sempre applicare misure generali. Vale a dire non permettere che nulla, che possa essere collegato a una lotta rivoluzionaria, che si tratti di note, materiali, ecc., cada mani del nemico di classe. Buoni consigli si trovano anche online. Raccomandiamo di leggere alcuni testi.
Infine, riteniamo sia importante sottolineare che questa grande caccia all’uomo lanciata dallo stato imperialista tedesco è soprattutto una cosa: una prova di debolezza. Dell’umiliante sconfitta subita nel luglio 2017. Pensano di poter dare la caccia ai ribelli. Pensano di potersi vendicare. Ma noi abbiamo un’idea diversa. E sappiamo che, alla fine, vinceremo noi.

web adresse:

http://www.demvolkedienen…

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