30 settembre: da Genova a Torino, solidarietà ai compagni e alle compagne arrestati/e per i fatti di Amburgo!

Il 30 settembre, a Torino, si è svolta una manifestazione di alcune migliaia di persone contro il vertice G7 dei ministri del Lavoro.

Insieme al Collettivo Proletari Torinesi per il SRI, abbiamo deciso di parteciparvi organizzando uno spezzone del Soccorso Rosso Internazionale esponendo uno striscione in solidarietà con i/le compagni/e arrestati/e per i fatti del G20 di Amburgo e che, qui sotto, pubblichiamo.

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Nella stessa giornata, a Genova, sì è tenuto un presidio itinerante in solidarietà con i/le prigionieri/e del G20, al quale hanno partecipato 50 tra compagni e compagne.

Anche in questa occasione, come SRI, abbiamo deciso di partecipare all’iniziativa, nel corso della quale abbiamo esposto uno striscione sempre in solidarietà con i/le compagni/e arrestati/e per i fatti di Amburgo e che qui sotto diffondiamo.

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Durante il presidio abbiamo anche letto un comunicato del Soccorso Rosso Svizzero, sempre sui fatti di Amburgo e scritto proprio in occasione del presidio.

Qui sotto il comunicato:

Solidarietà ai prigionieri del G20 – Solidarietà alla mobilitazione di Genova      

Salutiamo e sosteniamo l’appello dei compagni e delle compagne di Genova che si riuniranno il 30 settembre alle ore 16 in Piazza San Lorenzo per una manifestazione in solidarietà con i compagni arrestati per aver fatto parte della resistenza al vertice del G20 ad Amburgo.

Eravamo in tanti ad andare ai primi di luglio ad Amburgo per dare un forte segnale comune contro questo vertice delle potenze. Naturalmente da un lato perché ogni occasione serve quando gente come Trump, Merkel, Macron s’incontrano. Dall’altro ovviamente perché la provocazione era troppo grande; il fatto che tenessero il loro vertice in un quartiere che simbolicamente in qualche modo è collegato al movimento di sinistra ad Amburgo. Il G20 a St.Pauli, chi sa, forse programmano il loro prossimo vertice a Exarchia (Atene) o Kreuzberg (Berlino).

Noi appoggiamo le valutazioni del Collettivo contro la repressione per un Soccorso Rosso Internazionale, secondo cui dopo una mobilitazione come quella ad Amburgo il conflitto non sparisce, ma continua sotto altre forme e su diversi piani. Allora è importante, ora dopo che le “nuvole di fumo” su Amburgo si sono spostate, non cedere politicamente, difendere ancor più fortemente quelli ai quali deve essere reso il processo sostituendoci noi al processo che deve essere fatto affermando la nostra giustizia di classe. È incontestabile che i motivi dello Stato sono indotti da una vendetta politica e dall’obiettivo di intimidire oggi coloro che pensano di scendere in piazza domani.

Così come noi abbiamo accettato la sfida per non lasciare indisturbato il loro vertice nel  nostro quartiere, allo stesso modo ora come movimento dobbiamo assumere la sfida di difendere i prigionieri del vertice G20, che nella stessa misura sono ostaggi nelle mani della giustizia di classe ad Amburgo. Non solo, perché è evidente che noi difendiamo tutti quei militanti che portano la lotta politica in piazza. Ma anche perché lo Stato ci vuole indebolire con questi processi. Si deve essere vicini a tutti quelli che in qualunque forma sono in una opposizione antagonista verso lo Stato e lo combattono, affinché ciò non riesca. Difendere i prigionieri vuol dire difendere il nostro movimento. Invertiamo la tendenza – sul banco di accusa ci sono il capitalismo, il suo Stato e la sua giustizia!

                                                                                      Soccorso Rosso Svizzero

Il presidio di Genova, oltre che per ribadire il sostegno ai compagni e alle compagne (tra i quali, ad esempio, Riccardo) colpiti e colpite dallo Stato tedesco per aver manifestato la propria opposizione al G20 e a tutto quello che rappresenta, è stato un’occasione anche per esprimere solidarietà verso Santiago Maldonado il quale, come recita un comunicato dei compagni e delle compagne di Genova “dal 1° agosto è scomparso dopo un’operazione della Polizia e della Guardia Nazionale Argentina per reprimere un comitato di resistenza Mapuche in lotta contro la colonizzazione ad opera delle multinazionali (come Benetton) del territorio in Patagonia. Nei territori argentini e cileni, latifondisti, mercenari e sicari, con la complicità della Polizia uccidono e reprimono i popoli abitanti delle terre che continuano ad espropriare per i loro profitti. Gli Stati, l’autorità ed il Capitale ne sono i responsabili. In tanti anni di lotte molti ancora sono i desaparacidos, i prigionieri e gli scioperi della fame del popolo mapuche e dei suoi solidali”.

Di seguito pubblichiamo alcune foto del presidio:

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