Germania: dichiarazione comune, in occasione del Primo Maggio, di prigionieri politici che lottano e resistono

Tratto da: political-prisoners.net

Prigionieri di ambiti diversi hanno redatto un appello comune per intervenire sul Primo Maggio come collettivo attivo e quindi rendersi visibili fuori delle mura carcerarie. Appoggiamo questa iniziativa e con questo breve volantino diamo loro la possibilità di levare la propria voce, pur essendo detenuti.

Come prigionieri politici che lottano e resistono salutiamo dalle carceri della repubblica federale imperialista di Germania i popoli della terra nello spirito della solidarietà internazionale e dell’amore per la libertà.

Consideriamo nostro compito e dovere intervenire congiuntamente come collettivo attivo il Primo Maggio. Operai/operaie e lavoratori devono organizzarsi dentro e fuori le prigioni; nel 2014 abbiamo sperimentato la fondazione del sindacato dei prigionieri e solidarizziamo con la loro richiesta per l’abolizione del lavoro forzato tuttora praticato in Germania.

Le carceri sono parte integrante della contro-insurrezione sia nazionale che internazionale e noi vi esercitiamo il diritto naturale di lottare per la liberazione dell’uomo dallo sfruttamento, dall’oppressione e dal genocidio. Noi, prigionieri politici siamo detenuti, perché lottiamo contro il razzismo, i massacri e le torture perpetrati in tutto il mondo, perché lottiamo per la giustizia e l’uguaglianza, per la libertà dell’umanità.

Permangono innumerevoli misure repressive ancora da combattere (pesante censura della posta per molti di noi; ostacolo a ricevere libri e giornali; assistenza medica di base insufficiente; tortura dell’isolamento praticata spesso per anni e molto altro).

Mentre il governo federale tedesco appoggia attivamente forze reazionarie di estrema destra, ad esempio in Ucraina, che hanno rovesciato il governo eletto, qui le forze progressiste sono contemporaneamente perseguite, imprigionate e condannate a lunghe pene detentive. La stretta collaborazione con il regime turco significa una prosecuzione della politica oppressiva e fascista adottata dall’oligarchia in Turchia, con l’appoggio della polizia e dei tribunali tedeschi, per cui questi non temono di utilizzare dichiarazioni incriminanti, estorte sotto tortura, come prove contro i prigionieri politici.

Il rafforzarsi dell’onda razzista, fascista e xenofoba conosciuta a livello europeo e, in particolare in Germania, sotto il nome di NPD (Partito nazionaldemocratico di Germania, n.d.t.), NSU (Clandestinità nazionalsocialista, n.d.t.) o Pegida (Patrioti europei contro l’islamizzazione dell’occidente, n.d.t.) non avviene indipendentemente dalla politica xenofoba degli Stati europei. Anzi, questa realpolitik smaschera anche i gesti sgomenti, dopo la scoperta della serie di omicidi da parte di NSU, pensati come cupa e vuota chiacchiera per rassicurare la stampa e altri governi.

Il radicamento del razzismo e gli omicidi e gli attacchi razzisti che avvengono quotidianamente sia in Germania che in tutto il mondo non sono casi isolati, ma una politica strutturale e mirata della classe dominante. Quelli che resistono e lottano contro non sono terroristi, si battono per i diritti dell’umanità, perché la lotta contro il razzismo non è un reato, ma il dovere di ogni uomo.

Nell’anno 2016 si ipotizza che l’1% più ricco al mondo possiederà la stessa quota del capitale globale nelle mani del restante 99% della popolazione Il possesso degli 80 più ricchi corrisponde al possesso della metà dell’umanità. 80 persone quindi equivalgono a 3,5 miliardi di persone. Il maggiore terrorismo è dunque la guerra prodotta dello sfruttamento capitalista imposto agli uomini globalmente. È pure la vera ragione delle guerre nel mondo, del fascismo, dello sfruttamento e delle leggi repressive – cioè per perpetuare il dominio dell’oppressione e dello sfruttamento dei più ricchi nel mondo. È il maggiore diritto dell’uomo sulla terra, per lottare contro la disuguaglianza, lo sfruttamento e le ingiustizie. L’imperialismo, che si nasconde dietro le sue dichiarazioni contro il “terrorismo”, vuole annientare ed eliminare tutte quelle forze che gli si contrappongono.

Per questa ragione ci organizziamo contro il selvaggio terrorismo dello sfruttamento capitalista, i suoi piani di sterminio e annientamento e uniamo tutte le nostre forze.

Per noi il Primo Maggio significa:

affrontare le guerre imperialiste e le occupazioni militari

chiedere di resistere contro lo sfruttamento capitalista e l’oppressione

unirsi e organizzarsi contro il fascismo

esortare tutti ad aderire alla lotta per una vita in libertà e dignità.

Viva il Primo Maggio!

Viva la solidarietà internazionale!

 

Gülaferit Ünsal
JVA für Frauen
Alfredstr.
11
10365 Berlin

Özgur Aslan und Yusuf Tas
Asperger Str. 60
70439 Stuttgart

Muzaffer Dogan
Simonshöfchen 26
42327 Wuppertal

Sadi Özpolat
JVA Bochum
Krümmede 3
44791 Bochum

Thomas Meyer-Falk
JVA c/o Sicherungsverwahrung
Hermann Herder Str.8
79104 Freiburg

http://political-prisoners.net/item/4272-gemeinsame-erklaerung-politischer-kaempfender-widerstaendiger-gefangener-zum-1-mai-2016.html    

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