Poche parole sul processo d’appello a 22 anarchici che si terrà il 20 aprile 2016

23 aprile 2016: giorno di solidarietà ai 22 anarchici sottoposti a processo davanti alla corte d’Appello di Korydallos

Atene, Grecia

Il processo alla Cospirazione delle Cellule di Fuoco, azione giudiziaria, legale e repressiva intentata dallo Stato contro questa organizzazione, si svolge da 7 anni ed è tuttora in corso.

Il 20 aprile 2016, dopo 7 anni (sin dai primi arresti eseguiti nel 2009), 22 compagni anarchici saranno sottoposti al processo di secondo grado, accusati degli atti per cui sono stati arrestati, ma anche per appartenenza all’organizzazione Cospirazione delle Cellule di Fuoco.

Nel processo d’appello alle CCF, cercheranno pure di trattare altri casi, definiti “procedimenti contro CCF” dall’apparato poliziesco-giudiziario, per far assumere enorme dimensione al loro colpo contro gli anarchici.

Il processo d’appello del 20 aprile riguarda quanto segue:

  1. caso Halandri (tre processi di primo grado)
  2. invio di pacchi bomba nel novembre 2010
  • arresto a Nea Smyrni, Atene nel dicembre 2010
  1. cattura di cinque membri delle CCF a Volos nel marzo 2011
  2. sparatoria con la polizia a Petki, Atene, nel maggio 2011
  3. arresti per due rapine, a Velventos e Kozani, nel febbraio 2013.

Con un’altra invenzione giudiziaria, però, non saranno sottoposti allo stesso processo solo compagni giudicati in primo grado come presunti membri delle CCF e gli effettivi dell’Organizzazione, ma anche i sei compagni accusati della rapina a Velventos: Nikos Romanos, Yannis Michailidis, Dimitris Politis, Andreas-Dimitris Bourzoukos (che hanno rivendicato la responsabilità per le due rapine), Argyris Ntalios e Fivor Charisis (che hanno negato il proprio coinvolgimento). In primo grado, questi sei compagni sono stati completamente assolti per la presunta appartenenza alla Cospirazione delle Cellule di Fuoco, così il loro caso non rientra nell’ambito dell’infame legge contro il terrorismo 187 A.

Ma il significato di questa invenzione poliziesco-giudiziaria non è solo una semplice combinazione di casi apparentemente e praticamente non correlati. Se diamo un’occhiata agli atti d’accusa possiamo facilmente renderci conto di quanto sta succedendo e, soprattutto, perché avviene.

La difesa di compagni arrestati per azioni compiute e discorsi fatti, come i compagni che hanno rivendicato la responsabilità come Cospirazione delle Cellule di Fuoco, oppure compagni obiettivo delle operazioni repressive da parte dello Stato, è la pre-condizione per continuare e promuovere una lotta attualmente in atto. In questa battaglia contro il Potere, l’azione congiunta con i compagni detenuti, perseguiti o diffamati non mira solo alla liberazione di ostaggi e al rilascio di compagni detenuti in carcere, ma si fonda sulla logica del “non abbandonare nessuno”, rafforzando in tal modo l’integrità della lotta. Così, noi che lottiamo includiamo nelle nostre fila i prigionieri, sosteniamo, intensifichiamo e proseguiamo la guerra contro il potere.

Una solidarietà basata su un atteggiamento combattivo a fianco dei compagni prigionieri o perseguiti è comunque un altro aspetto del conflitto contro lo Stato e i suoi apparati.

 

Assemblea di solidarietà per i prigionieri politici & i combattenti detenuti e perseguiti

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