USA: Libertà per Léonard Peltier e tutti i prigionieri politici!

da “Coup pour Coup 31” – 6 febbraio 2016

 In occasione della Giornata internazionale di solidarietà per Léonard Peltier del 6 febbraio 2016, il collettivo antimperialista “Coup pour Coup 31” intende ribadire il proprio sostegno a tutti i prigionieri politici detenuti nelle prigioni americane.

Léonard Peltier è il prigioniero politico americano più anziano, membro di “American Indian Movement”, detenuto dal 1976 e condannato a due ergastoli. Non ha mai smesso di riaffermare e continuare la sua lotta a favore dei diritti dei popoli nativi americani.

Condannato a conclusione di un processo truccato e manipolato da FBI, sarà una delle numerose vittime di COINTELPRO, programma di contro-insurrezione teso a distruggere e destabilizzare le organizzazioni per i diritti civili, progressiste e rivoluzionarie.

La vita di Peltier, così come quella di tutti i/le prigionieri/e politici americani, rispecchia realtà di politica interna dell’imperialismo americano: condurre una guerra senza tregua contro chi si oppone. Così, i governi americani che si sono succeduti non hanno smesso di reprimere, perseguire, usare violenza, imprigionare, mandare in esilio o direttamente uccidere molti autori/trici di lotte sociali.

Non dimenticheremo di accogliere con favore in questa occasione l’eredità politica e la lotta dei “3 di Angola”, il cui ultimo membro detenuto, Albert Woodfox, continua a restare in isolamento dal 1972, rifiutando di rinnegare il proprio impegno per l’organizzazione dei prigionieri neri e la resistenza alla schiavitù moderna delle carceri. Cofondatore di una sezione del “Black Panthers Party” nella prigione stessa, continua a subire le conseguenze del suo impegno. Da oltre un anno, il collettivo “Coup pour Coup 31” conduce una campagna di sostegno per la sua immediata liberazione. Abbiamo organizzato parecchi eventi (serate solidali, diffusione del suo caso tramite i media, distribuzione di volantini, traduzione di documenti…) e in queste occasioni abbiamo raccolto oltre 400 euro che gli saranno versati integralmente. Il caso di Peltier o di Woodfox non sono isolati: Mumia Abu-JamalMutula Shakur, Alan Berkman, Sundiata Acoli, Debbie Sims, Delbert Orr, Edward Goodman, Merle Austin, Michael Davis, Bell Herman, Jalil Muntaqim, Veronza Bowers, Kojo Grailing, Byron Shane, Bill Dunne, David Gilbert, Alvaro Luna, Larry Hoover, Jaan Laaman, Oscar Lopez Rivera e tanti altri, sono i simboli dell’accanimento della politica repressiva contro “Black Panthers Party”, “Young Lords Party”, “Brown Beret”, “Move”, “I wor Kuen”, “Black Liberation Army”, “American Indian Movement”…

Dalle organizzazioni d’autodifesa degli anni ’70 fino ai movimenti “Black Lives Matter” e di Ferguson, il governo americano persiste nella sua politica di annientamento delle lotte. La forza politica di questa resistenza e l’eredità dei combattenti rivoluzionari fan sì che questi prigionieri di guerra abbiano retto in tutti questi anni e che ci arricchiscano nella nostra lotta quotidiana. Naturalmente tocca a noi alimentare la campagna di solidarietà internazionale per la loro liberazione.

Woodfox, Peltier, Mumia Abu-Jamal liberi!

Tutti i prigionieri politici liberi!

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