SALUTO AI MILITANTI RIVOLUZIONARI PRIGIONIERI dalla Conferenza di Lavoro del SOCCORSO ROSSO INTERNAZIONALE

La periodica riunione plenaria delle strutture del Soccorso Rosso Internazionale si è tenuta in questi giorni a Zurigo. Si è trattato di un momento di bilancio e di sintesi del lavoro svolto nell’ultimo semestre, che possiamo considerare decisamente positivo. Si può sottolineare, in particolare, il livello di omogeneità e coerenza nella cooperazione fra strutture che, agendo in contesti nazionali differenti, sono giunte a trovare una linea di equilibrio soddisfacente: nella sintesi politica come nel metodo organizzativo.

Acquisizione non da poco, quando si consideri la fatica per arrivarci, passando per diverse crisi.  E questo anche grazie all’assunzione delle contraddizioni e a un metodo per il loro affrontamento, basato principalmente su una prassi di continua verifica, nel vivo delle mobilitazioni.  E in un contesto generale di precipitazione della crisi imperialistica, che acuisce tutte le contraddizioni sociali ed internazionali.  Per cui le stesse campagne condotte dal SRI, qualche volta anche da alcuni anni, acquisiscono ancora più valenza e significato, situandosi nella convergenza di diversi elementi di portata generale.

È il caso per la campagna di liberazione per Georges Abdallah, in evidente rapporto con lo stato di guerra vigente in Medio Oriente e con la questione antimperialista. Campagna che, fatta propria ormai da tantissimi organismi, politici ed associativi, nel mondo, ha acquisito grande dimensione.  In connessione peraltro con le altre, ricorrenti, in sostegno dei prigionieri palestinesi, o del Marocco, dell’Iran, fino ovviamente all’attuale epicentro delle tempeste mediorientali: Kurdistan e Turchia.

Rojava è diventata, legittimamente, nome di speranza e riscatto per le aspirazioni rivoluzionarie dei popoli. Il SRI ha sviluppato molta attività e solidarietà in sua direzione.

Trovandovi, come i/le tanti militanti che stanno scrivendo nuove pagine dell’Internazionalismo Proletario, una eccezionale fonte di energie e di confronto. Non a caso anche in questa Conferenza registriamo un salto di qualità nella partecipazione costruttiva da parte dei militanti di Turchia.

Altre campagne si confermano nella loro vitalità: quella contro le lunghe carcerazioni, fra cui alcune – quelle dei compagni spagnoli, di Marco Camenisch in Svizzera, quella di Mumia Abu-Jamal e di altri afroamericani negli USA – sono di ampia portata per il campo proletario rivoluzionario.

Mentre prigionieri più recenti, quelli in Grecia e quelli in Ucraina-Donbass, per la loro forte internità al generale sommovimento sociale in corso e per l’interesse delle loro esperienze politico-organizzative, costituiscono un sicuro apporto alla causa e alle ricerche per avanzare.

Ovunque e per tutti.

Così si conferma l’importanza della mobilitazione contro le condizioni carcerarie, segnatamente quelle più violente come le varie forme di isolamento e deprivazione. Il regime previsto dall’art. 41-bis, in Italia, è stato assunto come esempio fra i più aberranti; ma anche come dimostrazione, nel suo riscontro in negativo da parte borghese, della potenzialità della lotta rivoluzionaria.  Perciò il SRI ne ha rilanciato fortemente la campagna per la sua abolizione. Trovando, o coinvolgendo, altri organismi disponibili a farne agitazione su scala europea. E come simbolo della lotta contro i regimi speciali, basati sull’isolamento ed altre forme di tortura.

Ancora molta importanza sta prendendo la risposta alla repressione contro le lotte di classe, con la massificazione di arresti ed altre sanzioni. Fino all’utilizzo delle leggi antiterrorismo.

Esperienza fatta ormai in molti paesi ma che, infine, permette anche l’elevamento della coscienza entro i movimenti e settori in lotta. È il ben noto caso del no-tav italiano, oppure delle recenti manifestazioni operaie radicali in Belgio, in Turchia, in Spagna ed Euskadi e, ovviamente, in Grecia. Sono grandi occasioni, seppur pagate a caro prezzo, per la crescita della coscienza politica e per il rideterminarsi di una dialettica fra le istanze di massa e quelle organizzate rivoluzionarie.

Insomma, una situazione di tensioni e crescita dei conflitti, in cui tra tante difficoltà e limiti da superare, il SRI come ogni altro organismo volto allo sviluppo della prospettiva rivoluzionaria possono dare degli impulsi alle dinamiche di classe.  Situandosi proprio sul filo di queste difficoltà e limiti da superare, perché solo così si può avanzare.

LA RESISTENZA E L’ IDENTITA’ DEI RIVOLUZIONARI PRIGIONIERI SONO FORZA PER IL MOVIMENTO DI CLASSE

LE LOTTE DELLA CLASSE E LA SUA TENDENZA RIVOLUZIONARIA SONO LA VERA SOLIDARIETA’ VERSO I PRIGIONIERI

COSTRUIRE SOLIDARIETA’ – AVANZARE VERSO LA RIVOLUZIONE

 

Soccorso Rosso Internazionale

Belgio

Germania

Italia

Svizzera

Turchia

Novembre 2015

 

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