Far tacere Mumia Abu-Jamal

Fonte: http://www.jungewelt.de/2015/08-11/003.php

di Juergen Heiser

 

La scorsa settimana gli avvocati del prigioniero politico Mumia Abu-Jamal hanno presentato denuncia contro agenti di polizia penitenziaria dello Stato federale di Pennsylvania, davanti al tribunale federale USA. Ormai da mesi, Bret Grote del “Centro legale abolizionista” di Pittsburgh e il suo collega Robert Boyle di New York, cercano d’imporre un controllo e un trattamento medico per il loro cliente, da tempo gravemente malato, tramite medici di fiducia. Tuttavia, le autorità competenti ignorano il diritto di Abu-Jamal all’integrità fisica. Ultimamente si è appreso che il giornalista di sinistra è affetto da una forma grave di epatite C e che “le autorità erano già al corrente della diagnosi dal 2012”, ha dichiarato Noelle Hanrahan di “Radio Prigione”. Né Abu-Jamal, né i suoi avvocati ne sono stati informati. Solo la perseveranza degli avvocati e dei medici di fiducia, grazie a ulteriori esami del sangue, ha portato la verità alla luce.

Il comportamento senza scrupoli dei responsabili attraversa come un filo rosso la storia della malattia di Abu-Jamal, divenuta pubblica solo quando è stato trasferito a fine marzo dal carcere Mahanoy in una clinica, come paziente bisognoso di cure urgenti per uno shock diabetico. Perciò si è saputo che dal 2014 le autorità ostacolano un trattamento medico adeguato e hanno agito solo quando la situazione è divenuta estremamente critica. Quanto detto ha allarmato il movimento di solidarietà internazionale a sostegno dell’attivista detenuto da oltre 33 anni, la cui condanna a morte solo nel 2011 è stata tradotta in pena dell’ergastolo. Sono stati raccolti fondi per finanziare un gruppo di medici di fiducia, che da mesi lavora sotto la direzione del dr. Joseph Harris, ma finora ai medici è stato permesso il contatto con il loro paziente solo per telefono. Un controllo da parte di questi medici potrebbe essere il primo passo, tuttavia, verso il trattamento medico atteso da tempo.

Gli avvocati ora vogliono ottenere, ricorrendo al tribunale federale, che “si proceda contro la negazione del trattamento medico necessario”. L’omissione commessa dalle autorità avrebbe “quasi ucciso Abu-Jamal in primavera”. I medici del carcere avrebbero saputo, già tre settimane prima dello shock diabetico, che Abu-Jamal era affetto da una pericolosa elevata glicemia, però non hanno preso contromisure di alcun genere e quindi il prigioniero è stato tenuto all’oscuro di tutto ciò, denunciano gli avvocati.

Ancora più drammatico sarebbe, tuttavia, il silenzio sull’infezione al fegato tramite il virus dell’epatite C. Solo “l’insistenza del cliente, degli avvocati e dei medici di fiducia per un nuovo esame del sangue” avrebbe “portato alla conferma della sua malattia per via dell’epatite C”, hanno detto Grote e Boyle. Avvocati e parenti danno per scontato che questa infezione “è la vera ragione della sua crisi di salute”. Ma le autorità della prigione continuano a rifiutarsi di avviare il trattamento necessario, sebbene esistano farmaci che nel 95% dei casi hanno condotto alla guarigione dei pazienti. “Queste medicine però costano molto negli USA”, dicono gli avvocati “perché le aziende farmaceutiche, che fanno affidamento sui brevetti, sfruttano la loro posizione di monopolio nella fissazione del prezzo”. Finora, l’Amministrazione penitenziaria (DOC), come autorità penitenziaria responsabile della Pennsylvania, non avrebbe adottato regolamenti vincolanti per l’uso di questi farmaci. Ciò significa che ora “si stimano in 10.000 i casi di detenuti malati di epatite C, sotto l custodia del DOC non curati” Da giugno è in corso una denuncia collettiva di numerosi prigionieri malati davanti al tribunale, per imporre la terapia medica contro l’epatite C.

In relazione alla notizia sul mancato trattamento nei confronti di Abu-Jamal, Il sito “Baskinfo” ha ricordato il timore espresso da Wadiya, moglie di Abu-Jamal, in aprile, dichiarando: “Ciò che non sono riusciti a ottenere con la sentenza di morte, potrebbe essere conseguito con la mancanza di cure, per far tacere Mumia per sempre”.

11 agosto 2015

 

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