Comunicato sulla fine dello sciopero della fame condotto da Gulaferit Unsal. Viva la resistenza – Viva la vittoria!

Da quando la compagna Gulaferit Unsal, rivoluzionaria comunista turca, è detenuta in Germania ha sempre lottato contro l’isolamento e le pesanti condizioni detentive cui viene sottoposta (prima nel carcere di Moabit e poi in quello di Pankow, entrambi a Berlino).
Fin da subito, intorno a lei, si è stretta la solidarietà (attraverso presidi, manifestazioni ed attività di controinformazione) da parte di organismi rivoluzionari di solidarietà, turchi e tedeschi. Sostegno che non è mai venuto meno.
Diffondiamo un suo testo nel quale dichiara la fine dello sciopero della fame, avendo ottenuto quanto da lei richiesto, ribadendo che l’isolamento e le provocazioni non solo sono impotenti di fronte alla resistenza quotidiana che i rivoluzionari prigionieri continuano e continueranno ad opporre, ma che rafforzeranno il loro odio contro il capitalismo ed il fascismo.
Anche se ha terminato lo sciopero della fame per Gulaferit Unsal la resistenza in carcere continua, come la sua solidarietà agli altri rivoluzionari comunisti turchi detenuti in Germania ed ancora in sciopero della fame.

30 maggio 2015

 

Con il soddisfacimento delle mie richieste, il 29 maggio 2015 alle ore 19 ho terminato la lotta da me condotta attraverso lo sciopero della fame a tempo indeterminato ed iniziata il 6 aprile. Il riconoscimento delle mie richieste è stato verbalizzato nel corso di una riunione, presenti il mio avvocato J. Oelbermann, la deputata dei Verdi di Berlino, Canan Bayram, nonché il direttore generale di Berlino per le carceri femminili, M. Bluemel.

Nella prima fase, Canan Bayram mi farà visita ogni 15 giorni e successivamente una volta al mese per verificare il rispetto del protocollo.

Dopo 54 giorni di sciopero della fame ho perso 13 kg e il mio peso corporeo è ridotto a 51 kg. Durante tutto questo periodo non ho assolutamente accettato controlli medici. Quanto alla salute sto bene.

Durante lo sciopero della fame, per 16 giorni non ho ricevuto i miei giornali e ho subito altre 3 provocazioni. Fino al 54° giorno mi è stato chiesto quotidianamente se volessi mangiare oppure no, talvolta il cibo mi veniva portato anche in cella. Il mio sciopero della fame è stato completamente ignorato dalla direzione del carcere e dichiarato «nullo».

L’ultima provocazione l’ho vissuta 2 giorni fa, quando una secondina, al 53° giorno (28 maggio) alle ore 15 ha aperto la porta della cella e pretendendo da me che presentassi una domanda per ottenere i miei giornali turchi.

Quando ho chiesto la posta, lei mi ha detto che non ne era pervenuta. Ho detto che la posta c’era e volevo ritirarla. Avendo insistito per avere i miei giornali, la secondina ha tentato di rinchiudermi in una cella. Essendomi opposta, ha cercato di costringermi nella cella con la forza. Mi ha schiacciato molto duramente contro la porta. Ho avvertito dolore all’addome. Sono riuscita a fare il corridoio, raccogliendo tutte le mie forze.

La secondina ha gettano il cappotto per terra, come se volesse picchiarmi e ha gridato per far accorrere un’altra collega in suo aiuto. Cinque di loro mi hanno accusata di fare del teatro e mi hanno minacciata di rinchiudermi in una cella. Hanno mentito, dicendo che non era arrivata posta.

Ho risposto che erano loro a fare del teatro, che stavano giocando con la vita di una persona, che i giornali erano un mio diritto legittimo e per questo da 53 giorni stavo facendo lo sciopero della fame. Ho ribadito che finché non avessi ricevuto i miei giornali non avrei assunto né acqua, né zucchero e neppure tè e che non intendevo rientrare in cella. Di fronte alla mia determinazione hanno detto che sarebbero andate a prendere i giornali.

Ho atteso per un’ora in corridoio. Consegnatimi i giornali, ho iniziato di nuovo a prendere acqua e zucchero.

Isolamento, sanzioni, attacchi, provocazioni e complotti sono impotenti di fronte alla resistenza che noi opponiamo. La volontà umana e la determinazione sono la forza maggiore.

Gli attacchi non possono che rafforzare il nostro odio contro il capitalismo e il fascismo. Lasceremo le carceri in Europa con dignità e a testa alta.

Ringrazio infinitamente Muzaffer Dogan, Yusuf Tas, Ozgur Aslan e Sonnur Demiray che il 13 maggio in solidarietà nei miei confronti sono entrati in sciopero della fame a tempo indeterminato, come pure Ozkan Guzel e Ahmet D. Yuksel che mi hanno sostenuta con uno sciopero della fame.

Ringrazio tutti coloro che fuori dal carcere, solidalmente, erano in sciopero della fame e hanno compiuto azioni e tutti i miei compagni/e tedeschi che sin dall’inizio dello sciopero della fame non mi hanno lasciata sola e sono stati solidali.

Ringrazio tutti i miei amici/e che hanno portato all’esterno la mia voce e sostenuto questa lotta con il cuore.

Abbiamo resistito collettivamente.

Vi amo molto e vi saluto.

Vi chiedo di sostenere lo sciopero a tempo indeterminato condotto da Ozkan Guzel e di rafforzare la resistenza per Ozkan.

 

Gulaferit Unsal

 

(N.B. il carcere di Pankow sarà chiuso per un mese)

 

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