SOLIDARIETA’ A FABIO

Il 14 gennaio 2014, a Milano, il compagno Fabio Zerbini del S.I. Cobas è stato aggredito e pestato a sangue da alcuni individui che lo hanno minacciato di fargli fare una brutta fine se si occuperà ancora dell’organizzazione delle lotte operaie.

Esprimiamo la nostra piena solidarietà militante e di classe al compagno Fabio del S.I.Cobas, noto per il suo costante e fermo impegno sul fronte di classe, in particolare nell’organizzazione delle lotte dei lavoratori delle cooperative della logistica.

L’aggressione subita avviene in un periodo di grave crisi economica dove i padroni sono costantemente occupati a sviluppare un’attività in difesa dei propri interessi, a grave discapito delle condizioni di vita dei proletari e delle masse popolari già duramente colpiti nel corso degli anni economicamente e socialmente, attraverso il taglio di salari e pensioni, il ridimensionamento delle spese per la scuola, sanità e stato sociale, ecc. I padroni vogliono così imporre i costi dell’uscita dalla crisi capitalista, procedendo alla cancellazione di posti di lavoro, alla delocalizzazione d’intere unità produttive là dove gli è permesso maggiormente di sfruttare e ricavare extra-profitti, generando in tal modo la crescita costante della disoccupazione e la generalizzazione della precarietà e dell’indigenza. E come se ciò non bastasse, contro chi (“nemico interno”) resiste e continua a organizzarsi per lottare contro i progetti basati sulla logica del profitto e dell’oppressione, agiscono, come sta avvenendo per le dure lotte, emblematiche dello scontro di classe nel nostro paese (ad esempio quelle contro il TAV), orchestrando campagne mediatiche di criminalizzazione e di accusa di “terrorismo” a militanti e alle popolazioni. Questo, servendosi della militarizzazione del territorio e dell’intervento di apparati repressivi, polizia, carabinieri ed esercito, senza escludere anche l’azione di “esterni”, quali scagnozzi e manovali del crimine di stato, per intimidire e quindi poter realizzare più compiutamente i propri obiettivi.

Di fronte a queste ripetute forme repressive e di violenza, l’unica risposta è la prosecuzione della lotta e costruire la solidarietà di classe attorno a chi è attaccato e resiste, come nostra arma per sconfiggere chi ci vuole zittire e annientare.

A pugno chiuso!

Collettivo contro la repressione per un Soccorso Rosso Internazionale

ccrsri1@gmail.com

ccrsri.wordpress.com

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